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Cofferati: “Le primarie? Così sono inutili. Si pubblichino gli elenchi di chi vota”

Cofferati: “Le primarie? Così sono inutili. Si pubblichino gli elenchi di chi vota”
Sergio Cofferati (3)
Tra dimissioni e ritiri domenica si vota in Campania. Dopo la Liguria le primarie sono al centro della polemica per infiltrazioni e brogli. “Così non hanno più senso”, spiega ad Affaritaliani.it Sergio Cofferati, eurodeputato ex Pd

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Cofferati, cosa pensa della decisione di Massimo Paolucci di uscire dal Pd a causa del modo in cui sono state gestite le primarie in Campania?
“Di per sé è una scelta molto impegnativa, che deve essere rispettata e alla cui base ci sono delle ragioni estremamente serie”.

Anche lei è uscito dal Pd per come si sono svolte le primarie in Liguria. Secondo lei come metodo di selezione dei candidati è ancora valido?
“Le primarie sono uno strumento di democrazia diretta utile, che però è stato completamente massacrato da un regolamento assurdo. Sono uno strumento da difendere, ma cambiando radicalmente le regole”.

In quale modo?
“Non lasciando le primarie libere a tutti. Bisogna istituire un albo e rendere pubblici i nomi di chi va a votare. Oppure bisogna consentire l’accesso solo agli iscritti al Pd, è una misura molto restrittiva, ma che salvaguarda la serietà della selezione”.

Secondo lei le persone che non hanno la cittadinanza italiana devono essere libere di partecipare?
“E’ assurdo lasciare votare gli stranieri per la scelta del candidato alle Politiche o alle Amministrative. Sono persone che poi non possono votare. Così si rischia di scegliere una persona che nelle urne vere non ha la maggioranza”.

E per il segretario del partito?
“In quel caso ha senso perché le primarie servono a definire un percorso interno all’organizzazione politica”.

Renzi dovrebbe promuovere un cambiamento del regolamento quindi?
“Io non c’entro più nulla col Pd, decideranno loro. Me ne sono andato proprio perché come partito non è più rispettoso dei suoi valori fondativi”.

A Strasburgo lei fa ancora parte del gruppo socialista?
“Non faccio più parte della delegazione del Partito democratico. Sono un indipendente nel gruppo socialista, del quale condivido le posizioni”.

Alcuni la danno in transito verso la Gue, magari con gli eletti della Lista Tsipras…
“No, assolutamente no”.