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Commissione, giro di vite sui lobbisti. “Registro degli incontri pubblico”

Commissione, giro di vite sui lobbisti. “Registro degli incontri pubblico”
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Bruxelles è la piazza lobbistica più importante al mondo dopo Washington. I funzionari europei sono sempre sotto pressione, così per evitare accordi sottobanco la Commissione ha deciso che ogni incontro dovrà essere inserito in un registro pubblico

I lobbisti a Bruxelles sono di casa. Ma da ora in poi avere meno libertà di girare per i corridoi del Berlaymont. Il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, ha infatti annunciato un regolamento per rendere obbligatorio un registro in cui saranno segnati tutti gli incontri tra lobbisti e i commissari. Un obbligo che varrà anche per i membri dei gabinetti.

Era da tempo che da più parti veniva chiesto un giro di vite e soprattutto un cambio di passo della Commissione rispetto al Parlamento. L’Aula di Strasburgo ha un codice molto più restrittivo: i lobbisti devono essere inseriti in un apposito registro e i parlamentari non possono ricevere regali al di sopra dei 150 euro.

Ora anche la Commissione si adegua e l’Alliance for Lobbying Transparency and Ethics Regulation, una associazione di 200 organizzazioni della società civile, si è detta felice e ha chiesto che il registro sia giuridicamente vincolante.

Bruxelles è seconda solo a Washington per numero di lobbisti. Se nella maggior parte dei casi si tratta di persone che agiscono alla luce del sole, sostenendo nei palazzi delle Istituzioni le ragioni di banche e industrie, ma anche di ong e associazioni, una piccola fetta agisce nell’ombra e rischia di mettere ancora più in cattiva luce una categoria che non gode di grande fama.