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Fitto sarà in lista per le Europee. Il Cav: “Candidature forti”

Fitto sarà in lista per le Europee. Il Cav: “Candidature forti”
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L’Ufficio di presidenza di FI ha approvato la linea decisa da Berlusconi nella formazione delle liste per le Europee: si alla candidatura di parlamentari, ma con la clausola delle dimissioni in caso di elezione. Una vittoria per Raffaele Fitto che… l’analisi

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Alla fine Raffaele Fitto l’ha avuta vinta: sarà candidato con Forza Italia alle prossime elezioni europee. C’è stato infatti un via libera da parte dell’Ufficio di presidenza di FI alla candidatura dei big azzurri che attualmente sono parlamentari, purché, qualora eletti a Bruxelles, si dimettano dal parlamento italiano.

La proposta di inserire volti noti nelle liste è stata dello stesso Berlusconi che ha ricevuto la delega dal ‘parlamentino’ azzurro per comporre “liste forti”. “Dobbiamo essere coerenti e corretti con gli elettori di Forza Italia nella composizione delle liste”, ha detto Berlusconi. “Candidare anche parlamentari italiani in carica ma con l’impegno di dimettersi qualora eletti a Bruxelles”.

A favore di Fitto e di Scajola, i due big che avevano chiesto di essere inseriti in lista (oltre a Tajani, Commissario uscente), ha giocato la necessità da parte di Berlusconi di raccogliere più voti possibile per contrastare l’ascesa di Alfano e dimostrare che Forza Italia è ancora un partito forte. Partito che riesce a raccogliere consensi nonostante Berlusconi non si possa candidare per un seggio a Strasburgo essendo stato condannato in terzo grado.

Ma la strategia decisa dal Cavaliere non è priva di contrindicazioni visto che le mire di Raffaele Fitto sono alte. L’enfant prodige azzurro ha ambizioni da vero statista: diventare il successore del Cavaliere dopo il suo ritiro dalla politica. Fitto vuole infatti fare il pieno di preferenze (la soglia sarebbe 300mila) in modo da imporre il suo peso all’intero del partito e uscire dall’angolo in cui Berlusconi lo aveva relegato dopo la scissione con Alfano, l’ormai ex delfino azzurro.