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Dopo la legge elettorale, la Lega va in pressing sull’operazione “Strade sicure” e rilancia: “Stop ai rinvii, subito 10mila militari”

La calendarizzazione della risoluzione della Lega su “Strade sicure” dovrebbe essere affrontata in commissione Difesa dall’ufficio di presidenza atteso per martedì

Dopo la legge elettorale, la Lega va in pressing sull’operazione “Strade sicure” e rilancia: “Stop ai rinvii, subito 10mila militari”
Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Dopo le varie tensioni sulla legge elettorale, la Lega chiede al governo di rafforzare l’operazione Strade Sicure, portando a 10mila il numero dei militari impegnati nel presidio di strade, piazze e stazioni italiane. Il partito di Matteo Salvini ha annunciato di aver depositato una risoluzione che dovrebbe essere votata nei prossimi giorni. “Attualmente sono ancora scoperti ben 61 capoluoghi di provincia dal presidio armato di ragazze e ragazzi in divisa”, sostiene la Lega, secondo cui l’estensione del dispositivo avrebbe un costo di circa 109 milioni di euro l’anno. Per il partito di Salvini si tratterebbe di una misura immediatamente attuabile. “Sarebbe inspiegabile da parte della maggioranza rinviare ancora una scelta che può essere operativa fin dai prossimi giorni”, afferma la Lega, aggiungendo che la spesa potrebbe essere coperta “dai profitti di soli tre giorni di una grande banca italiana”.

La risoluzione verso la calendarizzazione

La calendarizzazione della risoluzione dovrebbe essere affrontata in commissione Difesa dall’ufficio di presidenza, atteso per martedì. La Lega insiste sulla necessità di procedere con l’esame del provvedimento già prima della pausa estiva. All’interno del centrodestra non è però esclusa una soluzione di compromesso sul testo. La risoluzione, nella sua formulazione attuale, impegna il governo “ad assumere iniziative al fine di aumentare il numero dei militari del contingente Strade Sicure” e a rafforzare i presidi nelle città, ai confini, nelle stazioni ferroviarie e nei siti e luoghi sensibili.

Che cosa prevede l’operazione “Strade sicure”

Come spiega l’Ansa, l’operazione ‘Strade sicure’ è iniziata il 4 agosto 2008, durante il quarto governo Berlusconi, con Ignazio La Russa ministro della Difesa, prevedendo la possibilità di impiego di personale militare delle Forze Armate per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, in aree metropolitane o densamente popolate. L’anno scorso è esplosa una polemica nella maggioranza quando l’attuale titolare della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato la necessità di “aumentare le forze di polizia per riportare i militari al loro lavoro originario”. Di qualche giorno più tardi è la risoluzione presentata dalla Lega alla Camera dal deputato Eugenio Zoffili e firmata da tutti i deputati del gruppo. A gennaio Crosetto ha annunciato di aver chiesto il rifinanziamento di Strade sicure, e da qualche mese il governo sta lavorando per la reintroduzione dei Carabinieri ausiliari – figura uscita di scena con la fine della leva obbligatoria nel 2005 – per sostituire progressivamente il contingente di circa 6.800 militari impegnati nell’operazione.

Tra l’altro le forze armate non hanno le stesse funzioni e garanzie delle forze dell’ordine. Nel frattempo la risoluzione della Lega è stata illustrata il 21 gennaio 2026 in commissione Difesa, dove è stata discussa in una sola altra seduta, il 29 aprile, con un rinvio a una data non ancora fissata. Il 29 aprile, intervenendo in commissione, il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego ha sottolineato che Strade Sicure prevede “il coinvolgimento di circa 6.000 militari in 48 province e presso circa 1.000 siti sensibili, oltre a ulteriori 800 militari impiegati nel dispositivo Stazioni Sicure”. E ha evidenziato “l’importanza dell’operazione e il sostegno del Governo al rafforzamento del dispositivo, anche attraverso un maggiore coinvolgimento dell’Arma dei Carabinieri”, facendo presente “come l’obiettivo sia quello di favorire, nel tempo, un progressivo riorientamento delle risorse militari verso attività più confacenti alla loro funzione primaria coerentemente con i compiti propri dello strumento militare, anche grazie all’incremento previsto di circa 12.000 unità dei Carabinieri volti ad assicurare il presidio del territorio da parte di professionisti dedicati”.