La richiesta avanzata da Palacio, precisa la Corte europea dei diritti umani, è stata esaminata da un giudice, come sollecitato dai ricorrenti dopo che la prima istanza era stata valutata e bocciata da un cancelliere della stessa Corte. Ma anche stavolta il ricorso è stato respinto perché è stato considerato fuori dal campo di applicazione della cosiddetta regola 39. In base a questa disposizione la Corte può imporre a uno Stato membro del Consiglio d’Europa di prendere misure immediate per rimediare o evitare una violazione di alcuni diritti sanciti dalla Convenzione europea dei diritti umani. Fonti della Corte hanno spiegato che l’applicazione della regola 39 è però riservata a casi in cui è a rischio la vita o l’incolumità fisica del ricorrente.
Ciò, tuttavia, non impedirà all’ex premier – affidato ai servizi sociali dopo la condanna in Cassazione per frode fiscale nell’ambito del processo Mediaset – di fare campagna elettorale in vista delle elezioni. Ancora stamani il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, ha dichiarato ai microfoni del Tg1: “Berlusconi sarà in campo anche in questa campagna elettorale per far sì che Fi guadagni in Europa una delegazione forte” così da “difendere” gli interessi degli italiani a Bruxelles.

