Di Tommaso Cinquemani
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C’è un solo punto fermo che emerge dal congresso di Sel: il partito non confluirà nel Pd. Ma in pochi lo credevano possibile, mentre le alleanze, quelle sì, sono il punto cruciale. E Nichi Vendola ha messo le cose in chiaro: ‘Sel non ha paura di andare per la sua strada alle Europee, ma se ci sono le condizioni per un allargamento…’. Nessuna lista unitaria, per ora, Pd-Psi-Sel, come proposto da Riccardo Nencini su Affari, Vendola è tentato di andare per la sua strada a maggio, per mettersi alla prova. Ma il governatore sa bene che con le attuali soglie di sbarramento, in Italia e in Europa, le cose rischiano di mettersi male.
Matteo Renzi guarda con attenzione a quello che sta accadendo a sinistra, ma ha rinunciato a prendere parte al congresso. Per evitare i fischi, dice qualcuno, ha inviato Stefano Bonaccini, che non è stato accolto bene dalla base. Quando è salito sul palco la platea si è fatta sentire: “Bonaccini chi?”. E lui ha risposto scherzosamente: “Non mi dimetto, non vi preoccupate”. Durante il discorso del renziano i momenti di tensione e i ‘bu’ sono stati molti. E sull’Italicum è stato di nuovo interrotto sulla frase “le regole devono essere scritte assieme”.
Già, la base. C’è una parte consistente di Sel, guidata da Nicola Fratoianni e Claudio Fava, che non vede di buon occhio una alleanza con il Pd e che all’interno del partito spinge verso una maggiore autonomia e uno spostamento a sinistra. Per quest’area il candidato alla Commissione europea sarebbe Tsipras, il leader carismatico del greco Syriza. Per Vendola, come per Gennaro Migliore, l’uomo giusto è invece Martin Schulz, il candidato di Pd e Psi.
Vendola sa bene che se vuole sopravvivere, e anzi allargare il suo consenso, deve andare per la sua strada. Fare opposizione, cercare l’elettorato lì dove Renzi non può farlo. Tuttavia sa altrettanto bene che le soglie di sbarramento possono condannarlo all’inconsistenza. Il 4 per cento alle Europee e il 5 per cento alle Politiche sono una bella sfida, affrontabile la prima, impossibile la seconda. Ecco allora che il governatore della Puglia si trova costretto a trattare con il segretario Pd, ma senza farsi assorbire.
