A poco è servito che il premier conservatore David Cameron abbia visitato Rochester e Strood (il seggio passato nelle mani dell’Ukip nelle elezioni suppletive di ieri) ben cinque volte durante la campagna elettorale. Questa, per il primo ministro Tory, “è una sconfitta umiliante”, scrive ora in coro la stampa britannica.
Il partito euroscettico, guidato da Nigel Farage, forte del suo 42,1% dei voti (16.867 schede), ottiene così un secondo seggio a Westminster e, sempre secondo i media del Regno Unito, prepara il suo attacco al parlamento nazionale, in vista delle elezioni del maggio 2015.
Il tutto è stato reso possibile dal cambio di casacca di Mark Reckless, ex deputato conservatore. Ma rimane il fatto che la formazione dell’United Kingdom Independence Party riesce sempre più a fare presa sulla popolazione britannica con i suoi cavalli di battaglia: il contrasto all’immigrazione, alla spesa pubblica, spesso definita “insensata”, e soprattutto all’Unione europea.
Ma quella di ieri a Rochester è stata anche la sconfitta del Labour, che è sceso di 11,7 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni portandosi al 16,8% delle preferenze. Una debacle per un partito che comunque, nel profondo Kent, da sempre terra di conservatori, non ha mai avuto grande presa.
Parlando dopo la vittoria, Reckless ha detto che “l’Ukip darà nuovamente il Paese in mano ai britannici. Se credete che il mondo sia più grande dell’Europa, se credete in una Gran Bretagna indipendente, allora venite con noi e vi daremo indietro il vostro Paese”.
Farage ha definito la vittoria “enorme”. Aggiungendo che “attendiamo le elezioni politiche del prossimo anno. Le scommesse sono aperte. Tutto è possibile”.

