Tommaso Cinquemani
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Raffaele Fitto non demorde dal suo intento di candidarsi alle Europee. E rimanda al mittente le accuse di egoismo nei confronti del partito. “Se dovesse permanere la tesi di non candidare i parlamentari nazionali sono pronto a candidarmi e disponibile a dimettermi dal Parlamento”, annuncia il deputato di Forza Italia.
Il nodo sarebbe proprio la sua carica di onorevole. Secondo i bene informati Berlusconi non vorrebbe candidare Fitto perché vorrebbe vedere delle facce nuove in lista. Ma, malignano alcuni, la verità potrebbe essere un’altra: se Fitto dovesse fare il botto, rastrellando 300mila voti, sarebbe difficile tenerlo a bada all’interno del partito e le sue richieste sarebbero appoggiate da un pacchetto di voti consistente. Diventerebbe, de facto, il nuovo delfino o il pretendente al trono azzurro. Ma Fitto ci tiene a precisare: “Leggo su alcuni quotidiani ricostruzioni fantasiose e velenose, di fonte incerta e anonima, che sono assolutamente offensive per chi, come me, ha fatto e fa della lealtà, della correttezza e della coerenza i connotati essenziali del proprio impegno politico”.
C’è una brutta aria anche in Liguria dove Claudio Scajola, già pronto per correre per un seggio a Strasburgo, potrebbe rimanere a casa. Berlusconi ha infatti nominato i trenta componenti del Comitato di presidenza di Forza Italia e il nome di Scajola non è presente nell’elenco pubblicato sul sito ufficiale del partito.

