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Foreign fighters, carceri e sicurezza. Le misure Ue contro il terrorismo

Foreign fighters, carceri e sicurezza. Le misure Ue contro il terrorismo
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Blacklist europea di foreign fighters, intelligence congiunta, controllo di internet e dei dati, misure sulle carceri. Ecco i contenuti della risoluzione non vincolante in materia di antiterrorismo approvata dall’Europarlamento

Blacklist europea di foreign fighters, intelligence congiunta, controllo di internet e dei dati, misure sulle carceri. Ecco i contenuti della risoluzione non vincolante in materia di antiterrorismo approvata dall’Europarlamento e presentata dalla deputata del Ppe Rachida Dati.

Secondo il Parlamento europeo, serve una definizione comune di ‘foreign fighters’, per consentire procedimenti penali nei loro confronti nel momento in cui dovessero rientrare nell’Ue, e gli stati membri dovrebbero garantire che i combattenti stranieri, al loro rientro in Europa, siano sottoposti a controllo giudiziario e, in caso, a detenzione amministrativa fino all’avvio dell’iter giudiziario. Più controlli anche su internet con la rimozione automatica di messaggi ritenuti vicini al jihadismo.

A quanto pare infatti, stiamo parlando di più di 5 mila cittadini europei che sono partiti per unirsi ai jihadisti dello Stato Islamico e alle altre organizzazioni terroristiche del Medio Oriente e del Nordafrica. Strasburgo suggerisce ai 28 di confiscare i passaporti e congelare gli asset finanziari per evitare che potenziali foreign fighters lascino l’Ue. Non solo. Secondo il Parlamento Ue bisogna intensificare i controlli alle frontiere esterne controllando in maniera maggiore il flusso migratorio.

Ma gli eurodeputati insistono molto anche sulle misure di prevenzione. A partire da una maggiore collaborazione tra le intelligence europee e da un rafforzamento del dialogo interculturale attraverso i sistemi d’istruzione, evitando la marginalizzazione nei quartieri svantaggiati e incoraggiare l’inclusione. Sempre sotto il rpgilo preventivo, il Parlamento Europeo chiede di intervenire sul sistema carcerario, visto che proprio tra i detenuti rischia di prosperare il fondamentalismo.