Dal ’94 ad oggi e’ la prima volta che Silvio Berlusconi non tira la volata al suo partito. Certo, quella per le europee e’ stata una campagna elettorale sui generis rispetto al passato, con un leader di fatto ‘dimezzato’ dalla pena da scontare ai servizi sociali. Ma che l’aria fosse cambiata, al netto dei ‘limiti’ imposti dal Tribunale di sorveglianza all’ex premier, lo avevano avvertito un po’ tutti ai piani alti di Forza Italia. In primis lo stesso Berlusconi, che solo negli ultimi giorni antecedenti al voto aveva provato a giocare la carta del referendum sul governo Renzi. E poi, si affrettano a spiegare i ‘big’ azzurri, non e’ irrilevante la progressiva frammentazione del centrodestra, con diverse scissioni, ultima quella di Ncd, che hanno spaccato l’elettorato. Questo, a fronte di un Pd che, grazie al suo leader Renzi, ha invece “schiacciato” tutti gli altri partiti a sinistra, spiega la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, che non nasconde l’evidenza delle proiezioni, con il suo partito dato a non piu’ del 17 per cento. Nel quartier generale azzurro nessuno, viene spiegato a microfoni spenti, si aspettava un tale distacco dagli altri due partiti, Pd e M5S, anche se quest’ultimo non ha ottenuto l’exploit che si attendeva. Volti tesi e pochi commenti ufficiali. Berlusconi lontano, ad Arcore, qualche contatto con i vertici del partito ma nessuna dichiarazione ufficiale. Forse l’ex premier non parlera’ prima di martdi’, quando potra’ tornare a Roma.
Per ora la linea dettata al telefono ai suoi e’ quella gia’ iniziata a delinearsi negli ultimi giorni: scontiamo la mia assenza dal campo, aveva detto ai fedelissimi il Cavaliere, e piu’ di tanto io non posso fare, viste le restrizioni che mi sono state imposte, a partire dai bagni di folla in giro per l’Italia. Di fatti, sia Mariastella Gelmini che Deborah Bergamini attribuiscono alla impossibilita’ del leader a fare una vera e libera campagna elettorale l’esito “non esaltante” di Forza Italia: “E’ stata una campagna elettorale difficile, Berlusconi ha combattuto come un leon ma non ha potuto fare comizi in tutte le regioni, ci aspetta ora un grande lavoro di rilancio del partito”, ha detto la prima. Per la responsabile comunicazione, non si puo’ negare “la vittoria schiacciante del Pd”. L’esito elettorale, pero’, tiene subito a precisare, “non compromettera’ le riforme, saremo responsabili”. Certo, da domani “serve una riflessione”, ha aggiunto Bergamini, “sulla linea politica condotta in questi mesi”. E c’e’ gia’ tra gli azzurri chi non esclude un nuovo colpo di teatro del Cavaliere, che raccontano pronto a estrarre dal cilindro la discesa in campo della figlia Marina, accompagnata da un profondo cambiamento e rinnovamento del partito, le cui avvisaglie si erano gia’ avvertite con la nomina di Amministratore straordinario per la fedelissima Maria Rosaria Rossi. Il primo punto sul da farsi sara’ fatto mercoledi’, alle 14,30, quando si riunira’ a palazzo Grazioli il comitato di presidenza. Resta l’amarezza, viene riferito, di Berlusconi per non aver potuto dare il massimo: mi hanno imbavagliato, avrebbe confidato ai suoi, hanno cercato in tutti i modi di togliermi di mezzo e far calare il silenzio su di me. Ma se si osservano i dati, viene ancora spiegato da fonti azzurre, non e’ una vera debacle: l’anno scorso Forza Italia con Alfano era al 21 per cento. Certo, ci aspettavamo di bissare quel risultato, il 16 ci sta veramente stretto. Sara’ per questo, che gia’ nel partito c’e’ chi, come il capogruppo Romani, torna a spingere per una riunificazione con gli ex colleghi pidiellini del Nuovo Centrodestra. Ora, pero’, la linea politica del partito dovra’ essere ricalibrata, spiega un azzurro della prima ora: abbiamo pagato una certa oscillazione tra partito di lotta e partito di governo senza pero’ essere al governo. E con la forte affermazione del Pd, osserva ancora la stessa fonte, difficilmente ora potremo lanciare aut aut o diktat sulle riforme, faranno senza di noi.
