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Affari Europei
Fn, plebiscito per Marine Le Pen. Sarkozy vince la battaglia per l'Ump

Marine Le Pen e' stata rieletta all'unanimita' alla guida del partito dell'estrema destra francese, il Fronte Nazionale. In mancanza di altri candidati, la Le Pen, 46 anni, ha ottenuto il 100 % dei voti in un'elezione avvenuta per corrispondenza e i cui risultati sono stati annunciati nel congresso in corso a Lione. Le Pen continuera' dunque per un secondo mandato a guidare il partito fondato dal padre, Jean Marie Le Pen, nel 1972.

Il Fronte Nazionale, a cui i sondaggi assegnano il 30% dei voti nelle elezioni presidenziali del 2017, ha 83mila iscritti. Nel 2011, Marine Le Pen ha dato il via a una campagna per ripulire l'immagine della formazione di estrema destra, considerata tradizionalmente fascista e antisemita, ma cercando di conservare i suoi principi fondanti: euroscetticismo, difesa dell'identita' nazionale, lotta contro l'immigrazione e denuncia dell'insicurezza. Oggi la confermata presidente del partito chiudera' con un discorso il congresso svoltosi nel fine settimana a Lione.

Cambio di guardia anche nell'Ump. Sarkozy è stato accolto da un bagno di folla in una delle sedi dell'Union pour un mouvement popolaire (Ump), nel XVI arrondissement di Parigi, dove ha votato alle 'primarie' Minimizzando i problemi tecnici registrati nel voto, dovuti a un attacco hacker al sito della formazione di centrodestra. L'ex titolare dell'Eliseo ha sottolineato che si tratta di "un'elezione in famiglia: non c'e' opposizione, ne' guerra". Sarko' ha aggiunto che la campagna -in cui si e' confrontato con gli alti due candidati alla presidenza, gli ex ministri, Bruno Le Maire e Herve' Martion- e' andata bene". Poi ha rimarcato che occorre "preparare l'alternanza", con chiaro riferimento alla sua volonta' di sloggiare i socialisti dall'Eliseo quando, nel 2017, terminera' il mandato dell'attuale presidenze, Francois Hollande.

La conquista del Partito per Sarkozy e' il primo passo per vincere le primarie che l'Ump si e' impegnato a organizzare nel 2016 per designare il candidato alle presidenziali francesi nel 2017. Un'ora prima erano arrivati alla sede centrale dell'Ump, nel distretto VIII, tanto Bruno Le Maire che Herve' Mariton. Intanto il segretario generale dell'Ump, Luc Chatel, ha annunciato che a mezzogiorno avevano gia' votato 100mila persone per l'elezione del presidente del partito.
 

Marine Le Pen e Matteo Salvini scatenati su una pista da ballo. Coppia vincente anche fuori dai circuiti politici. La leader del Front National francese e il segretario della Lega Nord si sono ritrovati a ballare in una discoteca di Lione dopo la giornata trascorsa al Congresso del Front National. Marine Le Pen ha avuto parole di elogio per Salvini, ha addirittura detto che Matteo "mi manda in estasi".

Al XV congresso del Front National, a Lione, il leader della Lega viene accolto dalla bionda leader come l’alleato più promettente per il futuro. E Salvini, in t-shirt «Basta Euro», le rende omaggio: «Noi insieme siamo l’unica possibilità di riscatto». 
 
Se con la Le Pen si parla soprattutto di uscire dall’Europa e di stop all’immigrazione, è all’Italia e al futuro centrodestra che Salvini si dedica in sala stampa con alcuni giornalisti italiani: il no all’euro resta la premessa per un’alleanza a destra, ma - dice Salvini - c’è anche da «rivedere completamente le politiche dell’immigrazione», stabilire che «il matrimonio avviene esclusivamente tra un uomo e una donna e le adozioni da parte di un papà e una mamma». Poi «rivoluzione fiscale e dimezzamento delle tasse». Questi sono i capisaldi per capire «chi ci sta», ribadisce il leader della Lega. Che dopo aver bocciato Giuliano Amato al Quirinale e varato una formazione di centrodestra «con 10 milioni di centravanti», scherza sugli sgravi fiscali annunciati da Renzi: «perché solo 18 e non 20, 25 o magari 80?».
 
Aspettando Salvini, sia l’anziano patriarca Jean-Marie, sia la figlia ormai leader indiscussa e senza concorrenti, Marine, incensano il capo della Lega e ne esaltano le gesta. Da lungo tempo, infatti, il Front National non aveva un contraltare italiano così vicino alle sue posizioni prioritarie, fuori dall’euro e stop all’immigrazione. Non era stato così con Gianfranco Fini e Alleanza nazionale, giudicati troppo moderati nella loro evoluzione. Timidi approcci ma niente più con il M5S di Beppe Grillo. Assolutamente negativi i rapporti con Silvio Berlusconi. Adesso, la nuova Lega di Salvini sembra incontrare i favori dei seguaci dei Le Pen.
 
Tanto che oggi a Lione a tessere le lodi del leader del Carroccio è stato per primo Jean-Marie Le Pen, 86 anni, ormai presidente onorario: Matteo Salvini è «l’artefice dell’evoluzione della Lega, che a un certo punto si era rintanata nell’ipotesi un po’ utopistica della Padania», ha detto Le Pen padre, che ricorda il Bossi di quando in sella al FN c’era lui. «Salvini - ha continuato Jean-Marie Le Pen - ha capito che la Lega aveva un futuro soltanto come movimento nazionale. Quindi, dopo l’addio un po’ fragoroso di Bossi è stata questa la nuova direzione della Lega».
 
Ma il piatto forte è arrivato con Marine, che si è detta «in estasi» davanti all’energia e alla straordinaria «capacità di lavorare e di convincere» di Matteo Salvini”: «è un uomo estremamente coraggioso - ha sottolineato - ha impresso una svolta nazionale che domani rimetterà la Lega Nord al centro della vita politica italiana. Lui primo ministro? Perché no?».
 
Salvini, fra i rappresentanti un po’ stagionati dei partiti più conservatori di Austria, Russia, Olanda - ospiti anche loro della kermesse di Lione - ha rotto gli schemi. Con la t-shirt e l’inseparabile iPad è sembrato parlare a un pubblico diverso e più giovane, mentre Marine Le Pen lo guardava sorridente.
 
«Insieme - le ha reso omaggio Salvini - rappresentiamo l’unica possibilità di riscatto dei nostri popoli contro il super stato europeo, il pensiero unico e il furto della nostra sovranità». «Non è un’alleanza di comodo - ha continuato Salvini, applaudito, parlando in italiano con i sottotitoli del discorso alle spalle -ma la scelta di mettere a punto la nostra esperienza su punti comuni. La Lega è un movimento autonomista, non possiamo nascondere che la nostra gente ha subito per anni uno stato vessatore sordo alle esigenze della Padania. Oggi però è venuto il momento di unirci per combattere un nemico comune che mette in pericolo l’esistenza stessa delle nostre comunità».

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