Oltre 10mila persone in corteo, centinaia di agenti schierati nelle strade del centro e persino i mezzi blindati Lince dell’Esercito in piazza Duomo. Milano ha vissuto un sabato di tensione e mobilitazioni, a una settimana esatta dagli scontri e dai saccheggi che il 17 e 18 ottobre avevano trasformato alcune delle vie più frequentate della città in uno scenario di guerriglia urbana. Questa volta, però, nonostante alcuni momenti di tensione, le manifestazioni si sono svolte senza il ripetersi delle violenze del fine settimana precedente.
La città si è svegliata con un imponente dispositivo di sicurezza. Circa 500 paracadutisti della brigata Folgore sono stati distribuiti nelle zone più sensibili, mentre i mezzi blindati dell’Esercito hanno presidiato piazza Duomo. Controlli e pattugliamenti anche nelle aree del Castello Sforzesco, nelle stazioni ferroviarie e lungo le principali vie dello shopping. Un’atmosfera insolita per un sabato milanese, con i turisti che hanno continuato a passeggiare in centro e i commercianti divisi tra la volontà di restare aperti e il timore di nuove devastazioni.
Milano, due cortei attraversano la città: oltre 10mila manifestanti
La mobilitazione è stata preceduta dalle attese per le iniziative annunciate sui social dal cosiddetto Movimento 17 ottobre, nato dopo gli scontri dello scorso fine settimana. Il gruppo aveva preannunciato la comunicazione, alle 14.30, di tre punti di ritrovo distinti per far convergere i partecipanti in un’unica piazza. L’intervento della Polizia, che ha individuato il presunto ideatore della pagina Instagram del movimento, ha tuttavia modificato lo scenario.
Nel pomeriggio un primo gruppo di manifestanti, composto prevalentemente da studenti organizzatisi attraverso chat e social network, si è radunato davanti al Teatro Strehler, nella zona di Lanza. Dopo un’iniziale fase di stallo e una trattativa con le forze dell’ordine, i giovani hanno ottenuto di potersi muovere in corteo, dirigendosi verso Parco Sempione e l’Arena Civica. Durante la manifestazione sono stati scanditi slogan contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini e il generale Roberto Vannacci. Tra i cartelli esposti anche quello con la scritta “La libertà è un nostro diritto”.
Un secondo corteo, inizialmente composto da circa 600 persone, soprattutto studenti universitari e attivisti pro Palestina, è partito poco dopo le 17 da piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico di Milano. Alla mobilitazione hanno partecipato anche rappresentanti di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Usb e Cambiare Rotta.
Con il passare delle ore il numero dei manifestanti è aumentato sensibilmente, fino al ricongiungimento dei due cortei in corso Venezia. La mobilitazione unitaria, che ha raggiunto le 10mila presenze e secondo alcune stime le ha superate, si è poi diretta verso piazza Leonardo da Vinci.
Tensioni in corso Venezia, bruciato un cartello della Lega
Non sono mancati alcuni momenti di tensione, in particolare in corso Venezia, all’altezza di via Borghetto, dove le forze dell’ordine hanno temporaneamente impedito il passaggio a una parte dei manifestanti. Sempre in corso Venezia, durante il transito del corteo, è stato dato alle fiamme un cartello della Lega. L’episodio non ha comunque innescato disordini paragonabili a quelli della settimana precedente. In centro si è inoltre radunato un gruppo non organizzato di circa trenta ragazzi con bandiere italiane, che ha scandito lo slogan “Remigriamoli tutti”. Alcuni partecipanti hanno dichiarato di essere pronti anche a rispondere con la violenza. Non si sono tuttavia registrati scontri tra i gruppi.
Majorino in corteo con Cecilia Strada: “Piazza pacifica, sacrosante le richieste degli studenti”
Tra i partecipanti alla mobilitazione anche Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale e da pochi giorni ufficialmente candidato alle primarie del centrosinistra per la successione a Giuseppe Sala a Palazzo Marino. Presente anche l’eurodeputata Cecilia Strada. “Sono stato alla manifestazione delle ragazze e dei ragazzi di Milano, per ascoltare e capire”, ha spiegato Majorino, rivendicando il carattere pacifico della protesta. “Quella di oggi è una piazza assolutamente pacifica e determinata. Le rivendicazioni che avanzano gli studenti, tra cui il diritto allo studio e alla casa, sono sacrosante”, ha aggiunto l’esponente dem.
Majorino ha inoltre voluto sottolineare il comportamento dei commercianti: “Un segnale importante venuto anche dai commercianti che hanno tenuto aperto e che hanno dimostrato un volto bello e sereno della città”.
La partecipazione del candidato sindaco assume anche un significato politico, considerando che il tema del costo della vita, dell’accessibilità della casa e delle disuguaglianze sociali è stato posto al centro del programma presentato giovedì sera al Corvetto.
Duomo blindato, Rinascente e Apple chiusi. Sala fa shopping in centro e poi segue i cortei
Particolarmente imponente il dispositivo di sicurezza predisposto per scongiurare nuovi episodi di violenza. Piazza Duomo è stata presidiata da mezzi blindati Lince dell’Esercito, camionette e auto della Polizia. Una presenza delle forze dell’ordine che ha caratterizzato anche le zone del Castello, le principali piazze e le stazioni ferroviarie. La maggior parte delle attività commerciali ha scelto di restare aperta, nonostante i timori della vigilia. Alcune grandi insegne hanno invece preferito adottare misure precauzionali: la Rinascente ha chiuso alle 15, mentre hanno abbassato le saracinesche anche Apple e Foot Locker, quest’ultimo già preso di mira durante le devastazioni del 17 ottobre.
Il sindaco Giuseppe Sala ha voluto dare un segnale di normalità trascorrendo parte della mattinata tra i negozi del centro, per manifestare vicinanza ai commercianti dopo le violenze della settimana precedente. Successivamente si è recato alla centrale della Polizia locale di piazza Beccaria, da dove ha seguito l’evoluzione della situazione.
Controlli preventivi, 19 identificati a Milano. Due arresti per un’aggressione con coltelli
Nel corso delle attività di controllo preventivo, i carabinieri hanno identificato a Milano 19 persone, tra cui 11 maggiorenni e 8 minorenni. Sempre nel capoluogo lombardo sono stati arrestati due cittadini marocchini maggiorenni, entrambi con precedenti, ritenuti responsabili di aver ferito con armi da taglio due connazionali nelle vicinanze di un centro sociale. Un episodio distinto dalle dinamiche del corteo, per il quale non vengono segnalati collegamenti diretti con la manifestazione.
Controlli analoghi sono stati effettuati anche in altre città italiane interessate dalle mobilitazioni. A Bergamo sono state identificate 120 persone, venti delle quali accompagnate in caserma, tra cui dodici minorenni. A Roma sono state identificate oltre cento persone, mentre a Torino i controlli hanno riguardato 158 individui, con quattro denunce.
Milano, un sabato diverso dopo le violenze del 17 e 18 ottobre
Il confronto con quanto accaduto appena una settimana fa è inevitabile. Allora, tra piazza Duomo, via Torino, Cordusio e le strade del centro, le manifestazioni erano degenerate in scontri con le forze dell’ordine, saccheggi e devastazioni di numerose attività commerciali. Sabato il centro di Milano ha vissuto un’altra giornata fuori dall’ordinario, tra blindati, presidi e migliaia di manifestanti, ma senza assistere alla ripetizione di quelle scene.
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