Quando era primo ministro della Polonia Donald Tusk aveva lanciato l’idea di fare acquisti collettivi di gas dalla Russia per avere maggiore capacità contrattuale. Oggi che l’ex premier è il Presidente del Consiglio europeo e che Bruxelles ha presentato una strategia per l’Unione energetica, la proposta si fa sempre più concreta.
Di questo, e degli altri elementi che compongono la Strategia quadro, discuteranno i leader dei Ventotto alla riunione del Consiglio prevista per il 19 e 20 marzo a Bruxelles.
Nonostante la proposta della Commissione sull’Unione energetica preveda cinque pilastri, il consiglio Ue ha deciso di porre l’attenzione solo sulla sicurezza energetica, il mercato interno e agli impatti sul clima, lasciando quindi in disparte l’efficienza energetica e lo sviluppo di nuove tecnologie.
I Ventotto dovranno anche discutere la proposta della Commissione che ha chiesto agli Stati membri di visionare i contratti di fornitura con Paesi extra-Ue prima che questi vengano firmati.
A dare un accelerata al dibattito sull’energia è stata soprattutto la crisi in Ucraina e la guerra civile in Libia. Mosca ha minacciato di sospendere più volte le forniture di gas all’Ucraina, e quindi all’Europa. Mentre la guerra in Libia ha ridotto notevolmente l’export di idrocarburi verso il Vecchio continente.
