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Gestione rifiuti, stop ai fondi Ue. La Campania perde 18,5 milioni

La Corte di Giustizia Ue dice no all’Italia. Vista la cattiva gestione dell’emergenza rifiuti la Campania non ha diritto a recuperare 18,5 milioni di euro dei fondi di coesione destinati alla regione

La Corte di Giustizia europea ha confermato oggi che la Campania non ha diritto a recuperare 18,5 milioni di euro in fondi di coesione destinati alla gestione dei rifiuti, e che la Commissione europea ha deciso di tagliare alla regione per “non aver garantito uno smaltimento dei rifiuti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente,” si legge in una nota stampa della Corte.

La decisione della Commissione era stata motivata con il fatto che la gestione dei rifiuti nella regione, motivo per il quale i fondi erano stati stanziati, non e’ stata condotta in modo regolare per il periodo tra il 1999 e il 2008. L’Italia ha fatto ricorso contro la decisione dell’Esecutivo Ue, ma il ricorso e’ stato respinto inizialmente dal Tribunale Ue e oggi anche dalla Corte in seconda istanza.

Coinvolgere attivamente i cittadini per segnalare i roghi di rifiuti appiccati sul territorio e creare un’interazione tra queste ‘sentinelle’ dell’ambiente e le istituzioni in campo. Questo l’obiettivo del progetto Coheirs, promosso dalla Commissione europea e sottoscritto questa mattina in prefettura dai partecipanti alla cabina di regia del Patto per la Terra dei fuochi, coordinata dal prefetto Donato Cafagna, incaricato del ministero dell’Interno per i roghi di rifiuti in Campania.

Il protocollo operativo Coheirs, acronimo di ‘Civic observer for health and environment: iniziative for responsability and sustainability’, e’ gia’ in vigore in altri contesti e prevede l’istituzione della figura degli osservatori civici per l’ambiente e la salute, impegnati a monitorare l’applicazione negli Stati membri del ‘principio di precauzione’, sancito dal Trattato di Maastricht e dall’articolo 191 del Trattato di funzionamento dell’Ue.

Un compito di vigilanza per scoraggiare gli abusi, dunque, ma anche di formazione nelle scuole, nonche’ di proposta di soluzioni concrete. Tra le associazioni presenti, il protocollo e’ stato sottoscritto dal Coordinamento Terra dei fuochi, Eco della fascia costiera, Cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti, Coordinamento comitati vesuviani, Zero waste Campania, Forum ambiente area nolana e Isde medici per l’ambiente. Il presidente dell’associazione Terra dei fuochi, Angelo Ferrillo, promotore della mobilitazione del 26 ottobre 2013, si e’ rifiutato invece di firmare l’intesa, spiegando che si tratta di una “presa in giro calata dall’alto senza il coinvolgimento dei cittadini”. Il blogger napoletano ha fatto poi notare che la sua associazione “sta gia’ facendo tutto questo da otto anni a costo zero” e che “le segnalazioni e le denunce ci sono gia’”, mentre “mancano gli interventi da parte delle forze di polizia”.