Una volta c’era la giornata dei genitori, in cui gli alunni portavano papà o mamma a scuola perché raccontassero il loro lavoro. Oggi sono i funzionari della Commissione europea a tornare tra i banchi delle scuole in cui hanno trascorso l’adolescenza. Capita così che Michele Cercone, portavoce della Commissione Affari interni, sia tornato al Liceo linguistico Vico di Sulmona, per raccontare la sua esperienza nei palazzi di Bruxelles. Un compito non facile visto che la Commissione di cui è portavoce si occupa anche del tema immigrazione.
Lo scopo dell’iniziativa, chiamata ‘Back to School‘ (‘Ritorno a scuola’), fortemente voluta dal semestre di presidenza italiano del Consiglio, è proprio questo: avvicinare i più giovani al complicato mondo degli Affari europei attraverso la viva voce dei funzionari. Con l’uso di filmati, giochi, quiz e grazie alla possibilità di fare domande ai diretti interessati, gli studenti hanno avuto la possibilità di capire meglio come funzione l’Unione europea e, perché no, decidere di intraprendere la carriera di funzionario.
“L’iniziativa è particolarmente rilevante oggi, in un momento storico in cui l’immagine dell’Europa è stata offuscata dalla crisi economica e dal disincanto dei cittadini”, spiega il direttore della rappresentanza in Italia della Commissione, Lucio Battistotti. “Una informazione chiara e rivolta direttamente ai giovani è più che mai necessaria”.
Al programma di incontri hanno aderito 250 funzionari che. nella seconda metà di ottobre. hanno visitato altrettante scuole, in molti casi istituti superiori. L’iniziativa ha ottenuto un grande successo e probabilmente verrà replicata ancora.
Un lavoro tutt’altro che semplice quello dei funzionari. L’Unione europea ha dei meccanismi complessi da spiegare e negli ultimi anni è stata nel mirino dell’opinione pubblica che l’accusa di essere una delle cause della crisi. Marco Buti, direttore generale della commissione Affari economici e monetari, ha dovuto così convincere gli studenti del Liceo Gramsci di Firenze dell’utilità dei vincoli economici europei. E Manuela Martra, della Direzione generale Agenda digitale, ha dovuto spiegare ai ragazzi del Liceo Des Ambrois di Torino perché l’Italia è così indietro nell’Agenda digitale.

