La Germania è scossa dalle manifestazioni di piazza che da inizio mese hanno infiammato le strade di Berlino, Colonia e Amburgo. A manifestare sono stati gruppi di estrema destra, legati spesso alle tifoserie del calcio. A Colonia 49 poliziotti sono rimasti feriti negli scontri con gli ‘Hooligans contro i Salafiti’, un gruppo ben organizzato che ha messo nel mirino la costola dell’Islam ultra-ortodosso.
La polizia è preoccupata e ha messo in campo un imponente sistema di sorveglianza per contrastare questi gruppi di estrema destra. Ad inizio ottobre altri scontri si sono verificati a Colonia, dove sono scesi in piazza 4mila dimostranti, 17 dei quali arrestati per violenze. E’ emblematico che le gli scontri si siano svolti proprio in una città dove un terzo degli abitanti ha un passato di immigrazione alle spalle.
Violenze si sono verificate anche tra la popolazione curda (molto consistente in Germania) e alcuni gruppi di fedeli musulmani. Sullo sfondo la guerra in Siria e le resistenze del governo di Ankara nell’autorizzare il sostegno militare dei curdi turchi nei confronti di quelli iracheni.
E dalla Siria arriva la minaccia più grave alla sicurezza tedesca. Secondo i servizi segreti sarebbero almeno 450 i cittadini tedeschi che sono tornati in patria dopo aver combattuto in Siria e Iraq. Numeri che fanno rabbrividire Angela Merkel che ora teme attacchi sul suolo tedesco. Attentati che potrebbero radicalizzare ancora di più i gruppi di estrema destra e spostare il ventre molle del paese da posizioni di condanna a quelle di silenziosa acquiescenza.
“E’ l’occasione perfetta per questi estremisti di destra per imporre all’agenda politica nazionale il tema dell’immigrazione”, spiega Helgard Kramer, sociologo all’Università di Berlino. “E’ un nuovo fenomeno e l’estrema destra può sperare nel supporto della maggioranza della popolazione.

