La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo (che non è un organo dell’Unione europea) ha rigettato oggi una causa in cui i parenti di una donna morta per leucemia a Taranto chiedevano la condanna dell’Ilva, le cui emissioni sono accusate di essere la causa della malattia.
La Corte di Strasburgo ha rigettato all’unanimita’ il caso che riguarda Giuseppina Smaltini, morta per leucemia nel dicembre 2012. I giudici hanno argomentato che le prove scientifiche a disposizione delle autorita’ italiane stabiliscono che “l’incidenza della leucemia nella regione di Taranto non e’ maggiore che in altre regioni italiane,” si legge in una nota stampa pubblicata oggi dalla Corte.
In virtu’ di questi risultati, e del fatto che un’altra indagine su richiesta di Smaltini e’ stata condotta confermando gli stessi rilievi scientifici, i giudici hanno stabilito che il ricorso presentato da Smaltini e dai suoi parenti “non e’ riuscito a dimostrare che le autorita’ italiane non abbiano rispettato il loro obbligo a proteggere il diritto alla vita,” sancito dall’articolo 2 della Convenzione europea per i diritti umani.
