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Immigrati, anche gli iracheni considerati per i ricollocamenti

Non solo eritrei e siriani, ma anche gli iracheni entrano nelle quote di ripartizione degli immigrati tra i diversi Paesi Ue. Buoni segnali sull’esito del tavolo di giovedì

Non solo eritrei e siriani, ma anche iracheni. Tra i 40 mila richiedenti asilo che dovrebbero essere ricollocati nei diversi paesi dell’Unione Europea e provenienti da Italia e Grecia dovrebbero essere compresi appunto anche gli iracheni. La decisione finale sarà presa dalla riunione informale dei ministri dell’Interno di questo giovedì a Lussemburgo ma la notizia emerge da un documento della presidenza di turno lussemburghese agli Stati, di cui l’Ansa ha preso visione.

Dopo due riunioni degli ambasciatori (Coreper), il lavoro del gruppo asilo, e vari incontri bilaterali, segnali “positivi” arrivano anche sulle quote che ciascuno Stato è disponibile, su base volontaria, ad accogliere. Ci si aspetta che la riunione di giovedì sia serena e si muova nella giusta direzione dopo le tante incomprensioni e reticenze degli scorsi mesi quando, ricordiamo, erano state bocciate le quote obbligatorie di ripartizione dei profughi tra i diversi Stati.

Nelle conclusioni del summit è stato deciso che gli Stati “concordino secondo un processo consensuale” entro fine luglio. Tra gli argomenti in discussione, anche eventuali proposte dei Paesi per evitare “movimenti secondari” delle persone ricollocate, per impedire cioè che i profughi si spostino dal Paese che ha deciso di accoglierli, ad un altro. Sarà fatto anche un punto su i centri di smistamento per distinguere i richiedenti asilo dai migranti economici (hotspot), e sull’accelerazione dei rimpatri per i migranti che non hanno titolo a restare in Europa.