Accordo raggiunto tra i Ventotto, ma ben al di sotto dell’obiettivo: saranno infatti intorno ai 35mila i ricollocamenti dei migranti bisognosi di protezione internazionale e non i 40mila previsti dal piano della Commissione Ue. Tra sei mesi si rifarà il punto della situazione.
La cifra inizialmente stabilita nel programma della Commissione europea era di 40 mila, ma alcuni paesi hanno dato una disponibilità inferiore alle attese (Spagna, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia) mentre solo l’Irlanda e la Germania hanno dato cifre piu’ elevate.
I ministri faranno un punto della situazione entro la fine dell’anno ed eventualmente aumentare il numero complessivo delle “relocation“. Quanto al reinsediamento dei 20 mila rifugiati già presente nei campi profughi del Medio Oriente, invece, la disponibilità dei Paesi è superiore e al meccanismo partecipano anche alcuni paesi terzi (Islanda, Norvegia, Liechtenstein).
Con l’accordo raggiunto dai ministri degli Interni sulla redistribuzione dei migranti da Italia e Grecia, “abbiamo avuto molto di piu’ di quello che tutti i governi precedenti avevano mai pensato di avere”: lo ha detto al termine del Consiglio straordinario sull’immigrazione il ministro Angelino Alfano. “Noi – ha aggiunto – abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, ciascuno stato si e’ assunto la responsabilita’ di partecipare o meno: e’ chiaro che noi non abbiam avuto quello che avevano stabilito i capi di stato e di governo, ma io ricordo tutto il dibattito sul burden sharing e l’equa distribuzione dei paesi che porto’ a nulla i precedenti governi: oggi possiamo dire che siamo andati avanti e il primo anno l’abbiamo completato”.

