Fra il 2015 e il 2016, l’Ue stanzierà un miliardo di euro per sostenere la Turchia nella gestione dell’emergenza migranti e aprira’ a una maggiore liberalizzazione dei visti, in cambio Ankara si impegna ad aprire altri sei centri di accoglienza per i rifugiati: sono le misure a breve e medio termine contenute nella bozza di “piano d’azione” di Ue e Turchia per fronteggiare la crisi aperta dai conflitti in Siria e Iraq. Come si legge nel documento, l’attuazione delle misure comincera’ “immediatamente”. Attualmente, la Turchia ospita due milioni e 200mila profughi provenienti da Siria e Iraq e Ankara ha gia’ speso oltre 6,75 miliardi per far fronte alla crisi.
I prossimi passi in vista dell’attuazione del piano saranno di competenza dell’alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, presente all’incontro di lunedì fra il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. E’ previsto infatti che l’attuazione del piano di azione parta immediatamente e che sia “gestita e monitorata congiuntamente dalla Commissione europea e dall’Alto rappresentante e dal governo turco attraverso la creazione di un dialogo di alto livello sull’immigrazione”. Ci saranno quindi incontri bilaterali a livello sia politico che tecnico con l’obiettivo di trovare un accordo definitivo sul piano e renderlo operativo, si sottolinea nel testo.
Lussemburgo, aprire negoziato su stato diritto – “Unione europea e Turchia hanno bisogno l’una dell’altra e se i capitoli negoziali 23 e 24 (del processo di adesione di Ankara all’Ue, ndr) potessero essere aperti si avrebbe un catalizzatore” nelle relazioni bilaterali. Lo ha detto Nicolas Schmit, ministro degli Esteri e per l’immigrazione di Lussemburgo, presidente di turno del Consiglio Ue, in Aula a Strasburgo. Schmit ha parlato a nome dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, impossibilitata a partecipare al dibattito in Aula perche’ ammalata. “In quanto Paese candidato che negozia l’adesione all’Ue, la Turchia deve rafforzare lo stato di diritto e la democrazia”, ha precisato Schmit, sottolineando “l’importanza” che puo’ avere l’apertura dei capitoli 23 e 24. Quando un Paese negozia l’adesione all’Ue deve affrontare 36 capitoli diversi. I capitoli 23 e 24 si riferiscono, rispettivamente, a “magistratura e diritti fondamentali” e “giustizia, liberta’ e sicurezza” . Schmit ha precisato di riferirsi, nel chiedere il rafforzamento dello stato di diritto “in particolare alla liberta’ di stampa e d’informazione”.
