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Affari Europei
Immigrati, l'Ue rafforza i suoi confini. Accordo sull'ufficio di rimpatrio
Immigrati, Italia e Germania scrivono all'Ue

La creazione di un ufficio europeo per i rimpatri, il rafforzamento di Frontex, investimenti per l'istituzione di un nuovo corpo di agenti guardie di frontiera. Londra chiede tolleranza zero per i non profughi. Ecco i punti salienti del vertice Ue tra i ministri dei 28 sull'emergenza immigrati.

Accordo tra i ministri sulla creazione di ufficio dell'Ue per i rimpatri

I ministri dell'Interno dei Paesi Ue hanno chiesto "la creazione di un ufficio europeo per i rimpatri in seno a Frontex e la gestione dei rimpatri da parte di Frontex". Lo ha riferito il ministro degli Esteri del Lussemburgo e presidente di turno dell'Ue, Jean Asselborn, al termine della prima sessione dei lavori del consiglio Affari interni di Lussemburgo. Allo stesso tempo, e' stata espressa la necessita' di dispiegare ufficiali di collegamento per "triplicare" il numero dei richiedenti asilo da ricollocare "gia' da adesso". Ad ogni modo, ha avvertito Asselborn, redistribuzione dei richiedenti asilo, controllo delle frontiere e rimpatri devono procedere di pari passo: "E' tutto collegato. Non ci sara' una sola misura a fare la differenza, ma solo le varie azioni nel loro insieme permetteranno di avere risultati nella gestione di flussi migratori".

Cancelliere Austria scettico su hotspot "tempi lunghi"

Il cancelliere austriaco, Werner Faymann, ha avvertito che e' "irrealistico" pensare che possano essere pronti entro fine novembre gli "hotspot" in Italia e Grecia, in cui dovrebbero essere identificati e registrati i migranti per stabilire chi abbia diritto all'asilo. "In termini di tempistica e di organizzazione, nulla e' stato approfondito", ha dichiarato Faymann di ritorno da una visita all'isola di Lesbo, martedi'. "Ci sono ancora tante cose da fare, ci sono mancanze ovunque, nulla e' stato valutato a fondo", ha lamentato il cancelliere. Per Faymann "anche solo per essere pronti per la fine dell'anno richiederebbe un coordinamento centrale, molte piu' risorse e molto piu' personale".

Alfano "bene guardie frontiera Ue, scelta per futuro"

L'Italia guarda con favore all'idea di istituire un corpo di agenti di frontiera dell'Ue. "E' la scelta per il futuro", afferma il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in una pausa dei lavori del consiglio Affari interni di Lussemburgo. "Crediamo che adesso l'Europa sia pronta per una scelta di questo genere". Per il titolare del Viminale "non esiste un'unione di Stati che abbia cancellato le frontiere interni, come abbiamo fatto noi con Schengen, e poi non abbia disegnato e presidiato quelle esterne". L'Italia e' favorevole anche a un rafforzamento di Frontex, l'agenzia per il controllo e la gestione delle frontiere esterne: "Deve essere un'agenzia piu' consapevole del proprio ruolo, che prima deve salvare le persone in mare, e poi chiedere se sono migranti regolari o no".

Francia propone sistema Guardie di frontiera esterna Ue

La Francia ha presentato una proposta scritta al Consiglio Affari generali per la creazione di un sistema europeo di gestione delle frontiere esterne. Salutato con favore dalla presidenza lussemburghese del Consiglio Ue come contributo "utile" al dibattito sulla gestione dei flussi migratori, la proposta - riferiscono fonti diplomatiche - si articola lungo misure di breve e lungo periodo. Per il breve periodo si vorrebbe imporre a tutti gli Stati membri di fornire un certo numero di agenti per potenziare i controlli alla frontiera estera. Le pattuglie europee verrebbero impiegate per un periodo "fino a un anno". Per il lungo periodo si pensa un sistema di guardie di frontiera integrato a Frontex. Si tratta di una procedura pia' complessa, perche' richiede la modifica delle regole comunitarie e, per alcuni Stati, anche della Costituzione nazionale. La Francia presentera' proposte piu' dettagliate in materia nei prossimi giorni, e intende discutere questa proposta gia' la prossima settimana in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue.

Regno Unito, colpire chi abusa del sistema d'asilo

Il Regno Unito chiede di punire i migranti che abusano del sistema europeo di asilo, e ribadisce l'importanza delle politiche Ue per il rimpatrio. Lo ha detto il ministro dell'Interno britannico, Theresa May, in occasione del consiglio Ue dedicato all'emergenza profughi a Lussemburgo. "Dobbiamo spezzare il legame tra quanti fanno un viaggio pericoloso verso l'Europa e quanti sono in grado di rimanere in Europa, e abbiamo sempre sostenuto che dovremmo rimandare i migranti economici nei loro paesi d'origine" . Per questo, ha aggiunto, "abbiamo bisogno di un giro di vite su coloro che abusano del nostro sistema di asilo". Il Regno Unito non partecipa allo schema di redistribuzione dei migranti da Italia e Grecia ma a quello di reinsediamento dei rifugiati dai campi profughi in paesi esterni all'Ue.

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