I ministri degli Esteri dei Ventotto si ritroveranno oggi a Bruxelles per parlare della crisi Libica. Superata, almeno per ora, la situazione nell’est dell’Ucraina, gli occhi dei governi europei sono puntati sulla guerra civile che sta destabilizzando il Paese nordafricano.
Sembra che i ministri siano intenzionati a dare all’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune un mandato per definire i termini di una possibile ‘iniziativa europea in Libia’. Federica Mogherini dovrà perciò delineare quale potrebbe essere il ruolo dell’Unione per stabilizzare e fare uscire il paese dall’anarchia di cui è preda.
I termini dell’impegno sono ancora estremamente fumosi, Lady Pesc dovrà più che altro illustrare quali possono essere i vari scenari da prendere in considerazione. C’è però un grosso ‘ma’. Anche se tutti gli Stati Ue condividono la necessità di un più marcato ruolo dell’Ue in Libia, nessuno vuole prendere iniziative prima che a Tripoli si sia formato un governo di unità nazionale.
Si aspetta insomma che l’inviato dell’Onu, Bernardino Leon, metta d’accordo tutte le fazioni sul campo per formare un esecutivo che guidi il paese. A quel punto gli europei (forse i carabinieri italiani o i militari francesi) potrebbero essere dispiegati in operazioni di peace-keeping, per sorvegliare le infrastrutture strategiche, pattugliare le coste o persino frapporsi tra le diverse fazioni.

