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L’impasse Ue fa male all’economia greca. Nei negozi l’incubo degli scaffali vuoti

L’impasse Ue fa male all’economia greca. Nei negozi l’incubo degli scaffali vuoti
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Le trattative incerte tra Atene e Bruxelles sullo sblocco degli aiuti spingono i greci a non fare acquisti. I negozianti sono in crisi e i fornitori pretendono pagamenti in anticipo. Così gli scaffali rischiano di rimanere vuoti

Dopo le elezioni di gennaio, in Grecia si respirava un’aria nuova, aria di cambiamento. In molti pensavano che con Tsipras l’economia si sarebbe ripresa, non più soffocata dai vincoli imposti dai burocrati della Troika. Ora però il sentimento prevalente è la disillusione.

Il continua tira e molla tra il governo di Atene e Bruxelles non fa bene all’umore dei greci, né all’economia. I timori di una nuova austerity, se non di una vera uscita dall’euro, spingono i consumatori a non fare acquisti, a risparmiare quel poco che hanno in previsione di momenti peggiori.

Ecco allora che i negozianti non vendono la loro merce. I fornitori a loro volta temono di non essere pagati e in molti pretendono pagamenti anticipati per consegnare i prodotti. Il rischio è che i commercianti preferiscano lasciare gli scaffali vuoti o chiudere bottega piuttosto che anticipare denaro che spesso non hanno.

Intanto da Bruxelels fanno sapere che l’incontro dell’Euro Working Group, l’organismo tecnico dell’Eurogruppo, riunitosi in teleconferenza per esaminare una nuova lista di riforme presentate dalla Grecia, si è concluso senza un accordo.

Il Financial Times rivela che Atene ha presentato a Bruxelles una nuova lista di riforme che prevede interventi per 6,1 miliardi di euro, basati sulla lotta alla corruzione e all’evasione fiscale. Tuttavia il testo non ha convinto i tecnici dell’Eurogruppo che escludono “ulteriori sviluppi nei prossimi giorni”. Insomma, tutto rinviato a dopo Pasqua.