Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani
L’Ufficio di statistica dell’Irlanda certifica quello che tutti sospettavano: nel 2014 il Paese ha avuto un boom, crescendo del 4,8%. Un balzo in avanti senza precedenti, soprattutto se si considera che il Paese era cresciuto appena dello 0,2% l’anno precedente. Un ottimo dato anche se si guarda agli altri Stati. Nel 2013 la Gran Bretagna, considerata uno dei paesi più dinamici del Vecchio continente, era cresciuta del 2,6%, mentre l’Eurozona appena dello 0,8%.
Tutti i dati macroeconomici raccontano un paese sano e in crescita, anche se il debito pubblico rimane ancora un fardello pesante. Nel 2010 Dublino era in bancarotta. Il crack finanziario del 2008 aveva mandato sul lastrico le banche e lo Stato era stato costretto ad intervenire. I creditori internazionali avevano smesso di fare credito e la Troika era intervenuta con una iniezione di liquidità da 67,5 miliardi di euro per evitare la bancarotta.
E con la Troika erano arrivati anche i memorandum e le riforme ‘lacrime e sangue‘. Dublino ha fatto i compiti a casa, ha imposto misure d’austerity, ha tagliato la spesa pubblica (attualmente ancora bassa nonostante la crescita), ha aumentato le tasse (ad esempio sulla casa) e ha ridotto i servizi. Ma ha anche puntato molto sull’attrazione dei capitali esteri.
Con una tassazione agevolata, che in alcuni casi ha fatto gridare alla concorrenza sleale, Dublino ha attirato nel Paese i giganti delle telecomunicazioni, dell’e-commerce, dell’elettronica, della grande distribuzione. Colossi come Ibm, Google, eBay e Apple, che a Dublino hanno costruito le loro sedi, assumendo persone e pagando le tasse, anche se poche.
E la fiducia nell’economia è tornata a crescere, con le imprese che ora investono (+11%) e una inflazione che su base annua è cresciuta di mezzo punto, ma che avrebbe potuto fare molto di più se il prezzo del greggio non fosse crollato.
Insomma, l’Irlanda sembra essere l’unico Paese ad intravedere la luce in fondo al tunnel dopo il ‘commissariamento’ internazionale. Ha fatto le riforme, ha sofferto e ha trovato la sua strada verso la crescita. Ed è anche per questo che il governo non ammette cambi di linea quando si tratta di ingoiare la medicina della Troika. Grecia avvisata.

