Il futuro passera da televisori ad altissima definizione, i cosiddetti 4K. L’Europa rischia però di rimanere indietro in questa rivoluzione, come in parte è successo nella banda larga, dove alcuni Paesi, come l’Italia, hanno delle reti ancora poco estese.
La Commissione Juncker vuole puntare molto sul digitale e una parte del programma da 300 miliardi di euro che l’ex premier lussemburghese proporrà mercoledì al parlamento europeo sarà dedicato proprio a questo tema.
L’Associazione degli operatori satellitari europei e l’Unione delle emittenti europee hanno lanciato l’allarme: “Bisogna evitare di creare un nuovo ‘digital divide’ come sulla banda larga”, ha avvertito l’ad di Eutelsat e presidente Esoa Michel de Rosen.
Dagli operatori arrivano due richieste: l’armonizzazione delle norme in Europa per un vero mercato unico e favorire gli investimenti che permetteranno a questo sistema ibrido di diventare realtà. Il nuovo sistema di trasmissione si basa su una tecnologia che mette insieme tecnologia satellitare e terrestre. L’obiettivo è quello di far diventare l’Ue leader in un settore che può creare migliaia di posti di lavoro. A mancare sono i fondi, che inevitabilmente devono venire dal settore privato.
