La Commissione europea ha chiesto informazioni al Lussemburgo sul possibile uso di regimi fiscali illegalmente favorevoli alle multinazionali basate nel Granducato. Lo indica una nota dell’Esecutivo Ue. In particolare, il commissario Ue all’antitrust, Joaquin Almunia, vuole vederci chiaro sulle esenzioni fiscali che il Lussemburgo concede sui proventi legati alla proprieta’ intellettuale, come per esempio sui brevetti, i domini internet o la protezione dei copyright per i software. Lussemburgo concede sconti fiscali fino all’80% sui profitti generati da queste attivita’. Nel Granducato hanno sede molte aziende che operano in tutta l’Ue. Spesso, alcuni dei profitti fatti in altri paesi Ue da alcune multinazionali vengono registrati come profitti fatti dalle sussidiarie basate in Lussemburgo per trarre vantaggio del regime fiscale piu’ favorevoli, secondo un’accusa molto frequente mossa contro il Lussemburgo. Bruxelles ha chiesto informazioni sulle esenzioni concesse, tra le altre, “alle cento piu’ grandi aziende che beneficiano del trattamento di favore in materia di proprieta’ intellettuale.”
Intanto la Commissione europea si aspetta di chiudere i negoziati con la Svizzera entro la fine dell’anno in materia di scambio automatico di informazioni sui risparmi di cittadini di altri paesi detenuti dalle banche. Lo ha detto il commissario Ue al fisco, Algirdas Semeta nel giorno in cui Bruxelles celebra l’adozione formale della direttiva sulla tassazione dei risparmi, dopo che Austria e Lussemburgo hanno tolto il loro veto al summit della settimana scorsa a Bruxelles. Semeta ha definito l’adozione della direttiva “un progresso fondamentale” nella lotta all’evasione, e ha poi aggiunto che continuano le trattative bilaterali verso “la piena applicazione da parte della Svizzera degli standard internazionali in materia di scambio automatico di informazioni”. “Ci aspettiamo di concludere i negoziati entro la fine di quest’anno,” ha detto Semeta in conferenza stampa a Bruxelles.

