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La Le Pen tende la mano al M5S. Ma Grillo: nessuna alleanza

La Le Pen tende la mano al M5S. Ma Grillo: nessuna alleanza
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Grillo plaude al successo del Front National in Francia, ma chiarisce: nessuna alleanza. La Le Pen risponde all’ex comico: “Non capisco l’odio di Grillo. In realtà, i nostri partiti sono d’accordo su molti temi”

All’indomani del voto francese, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio si affrettano a chiarire che non ci sarà “nessuna alleanza con Marine Le Pen. Il M5S non è né di destra né di sinistra, allearsi con il Front National in vista delle europee vorrebbe dire spostare l’asse del Movimento a ‘droite’. La linea non cambia”.

Le notizie che arrivano da Oltralpe sembrano premiare l’ondata anti-euro e populista contro i vincoli stringenti e l’austerità della Ue. Risultati, osservano Grillo e Casaleggio, che lasciano ben sperare per la partita del Movimento alle europee. Ma con Le Pen nessuna alleanza. La strada battuta finora tuttavia è quella giusta: rinegoziare il fiscal compact, rivedere il Fondo salva Stati e i trattati ‘scomodi’, referendum sull’euro con possibile uscita dalla moneta unica, tra le altre cose.

Da parte sua Marine Le Pen risponde all’ex comico, sottolineando la vicinanza dei rispettivi programmi: “Francamente non capisco l’odio di Grillo nei miei confronti. In realtà, i nostri partiti sono d’accordo su molti temi, a partire dalla lotta contro l’euro”. Ma c’è anche una differenza, chiarisce Le Pen: “Il M5s, al contrario di Fn, si limita a contestare senza assumersi le proprie responsabilità”.

“Nessuno odia Marine Le Pen. Ha però un’appartenza politica diversa dal M5S e per questo non sono possibili accordi. Rien d’autre. Adieu”. Lo scrive su twitter Beppe Grillo.

Settant’anni dopo la carneficina, Giorgio Napolitano ricorda alle Fosse Ardeatine le radici fatte di sofferenza da cui e’ scaturito il al processo di integrazione europea. E critica, all’indomani del voto francese, gli attacchi “superficiali” all’Unione. Sono, dice, posizioni “con cui non ci puo’ giocare”. “La pace non e’ un regalo o un dato scontato, inizia il suo ragionamento il Capo dello Stato dopo aver visitato il mausoleo in cui sono conservate le spoglie dei 335 martiri della strage nazifascista del 24 marzo 1944, “ma e’ una conquista che per l’Europa e’ dovuta precisamente a quella unita’ europea che oggi troppo superficialmente da varie parti si cerca di screditare e di attaccare”.

Oggi piu’ che mai occorre “ricordare a tutti quello che abbiamo vissuto in Italia e in Europa. Non si puo’ giocare con queste posizioni che tendono a screditare il nostro patrimonio di lotta per la liberta”, conclude ed avverte, con il tono pacato che usa quando vede una prospettiva poco rassicurante che si profila all’orizzonte.

Del resto l’esito delle amministrative francesi si fa sentire anche nel dibattito interno italiano. “Un ammonimento per Renzi”, sentenzia Nichi Vendola, “queste cose accadono la sinistra di governo applica ricette tipicamente di destra, quando chi viene eletto nel nome del cambiamento e sulla base di una grande speranza popolare come e’ accaduto a Hollande, quando quindi uno eletto per fare cose di sinistra fa cose di destra, obbedendo agli ambienti tecnocratici di Bruxelles”. L’avvertimento, per l’appunto, non e’ per il solo Hollande. Roberto Speranza, esponente di spicco del Pd e quindi diretto bersaglio delle critiche di Vendola, ammette: “Dalla Francia arriva un pericoloso avviso. Dobbiamo invertire la rotta in Europa per vincere i populismi e riaffermare i valori democratici”. Da destra intanto gongola la Lega. Roberto Maroni saluta quello che definisce “un salutare scossone populista a chi non vuole cambiare”. E conclude con l’immancabile hastag: “#bastaeuro”. Simile la reazione di Giorgia Meloni, mentre da Forza Italia Deborah Bergamini, piu’ moderata, invita a cogliere il segnale che viene dal malessere dell’elettorato.

Queste le prime mosse di un dibattito che accompagnera’ il Paese fino alla fine di maggio, con le europee. Intanto il Capo dello Stato invita a non essere superficiali, nel giudicare l’Europa. Che e’ nata sulla terribile esperienza degli anni della guerra.