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Le sanzioni affossano l’export verso Mosca. Persi 5,3 mld. Crollano tessile e alimentari

Le sanzioni imposte da Mosca e Bruxelles pesano sull’export italiano, calato del 17% nel 2014. Una perdita di 5,3 miliardi di euro, che ha colpito soprattutto il tessile e l’agroalimentare

Nel 2014 è calato del 17% l’interscambio tra Italia e Russia, con una perdita di 5,3 miliardi di euro sul 2013 e una contrazione nelle esportazioni dell’11,6%, pari a 1,2 miliardi. Sono alcune delle cifre emerse nel corso del bilaterale dedicato alle relazioni commerciali tra Italia e Russia, organizzato a Napoli dall’associazione Conoscere Eurasia e dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Una performance determinata, oltre che dalla crisi economica, dalla caduta del rublo e dalle sanzioni e contro-sanzioni generate in seguito alla crisi Ucraina.

Crolla, secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, in particolare il tessile e l’abbigliamento (-16,4%), oltre ai prodotti alimentari oggetto delle sanzioni (-38%). Un trend confermato anche all’inizio del 2015: a gennaio le vendite italiane in Russia sono scese del 36,7%, mentre a febbraio si registra un -28,5%.

“In poco tempo abbiamo bruciato anni di lavoro delle imprese italiane – sottolinea Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia – che aveva portato a un picco del +327% dal 2000 al 2013”.

In questo scenario la Campania subisce il contraccolpo ma tiene rispetto ai dati nazionali. L’export verso Mosca è calato del 3% nel 2014, ma l’interscambio si attesta a +32% nell’ultimo anno (318 milioni di euro). In particolare, l’export di tecnologie campane a Mosca sono cresciute del 6,3% e il turismo ha visto un raddoppio degli arrivi dal 2009 al 2013, con 400 mila presenze nell’ultimo anno.