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Nasce la Sanità europea. Liberi di decidere in che Stato curarsi

Anche gli italiani potranno scegliere liberamente dove curarsi, con le relative garanzie e rimborsi, all’interno dei confini dell’Unione Europea. Lo ha decretato il Consiglio dei Ministri che ha recepito la direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera

Nasce cosi’, ha sottolineato il ministro Lorenzin, un vero e proprio “sistema sanitario europeo”, dove ogni cittadino comunitario potra’ scegliere se curarsi nel proprio paese o in un altro, tenendo presenti alcuni vincoli. Sara’ consentito, infatti, recarsi in un altro Stato membro al fine di riceverne cure ed ottenere al proprio rientro il relativo rimborso. Il rimborso avverra’ alle condizioni e nei limiti stabiliti dalla legislazione dello Stato di appartenenza dell’assistito.

I costi relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera saranno rimborsati o direttamente pagati dallo Stato membro di affiliazione in misura corrispondente ai costi che il sistema avrebbe coperto se tale assistenza sanitaria fosse stata prestata nello Stato membro di affiliazione, senza che tale copertura superi il costo effettivo dell’assistenza sanitaria ricevuta. Inoltre il medesimo intervento, attraverso il recepimento della direttiva 2012/52/UE, e’ diretto ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in altro Stato membro. Si prevede che le prescrizioni mediche rilasciate nel territorio nazionale per essere utilizzate in un altro Stato membro, dovranno contenere precisi dati, con specifiche caratteristiche e contenuti.

Con l’entrata in vigore del provvedimento prende avvio anche l’attivita’ del “Punto di contatto nazionale” sull’assistenza transfrontaliera, che permettera’ al paziente di compiere una scelta informata piu’ adeguata al suo caso clinico e rappresentera’ il punto di raccordo tra gli utenti, i prestatori di assistenza sanitaria, gli Stati membri e la Commissione. L’istituzione di tale struttura ha richiesto un considerevole sforzo organizzativo e strutturale da parte di tutte le amministrazioni competenti (Ministero della Salute, Regioni) al fine di creare uno o piu’ contact point in grado di relazionarsi, anche attraverso sistemi informatizzati, a banche dati, a Punti di contatto regionali, collegati a loro volta con tutto il territorio per le relative informazioni.

La funzione del Contact Point consistera’ essenzialmente nel fornire: informazioni relative ai prestatori di assistenza sanitaria, ivi comprese quelle sul diritto a fornire prestazioni specifiche o su eventuali restrizioni; informazioni relative agli standard e orientamenti di qualita’ e sicurezza definiti dallo Stato membro di cura, ivi comprese le disposizioni sulla vigilanza e sulla valutazione dei prestatori di assistenza sanitaria; le informazioni circa l’accessibilita’ agli ospedali e le relative liste di attesa; le informazioni circa le condizioni di rimborso dei costi, le procedure di denuncia e i meccanismi di tutela, le possibilita’ amministrative e giuridiche disponibili per risolvere le controversie anche in caso di danni derivanti dall’assistenza sanitaria.

La Direttiva sulle cure transfrontaliere, come ha tenuto a sottolineare Lorenzin al termine del Consiglio dei Ministri, “rappresenta una grande opportunita’ per il nostro sistema perche’ ci consentira’ di rilanciare le nostre eccellenze all’estero. Sara’ l’occasione per promuovere le nostre strutture di eccellenza e quindi incrementare la nostra capacita’ di attrazione dei cittadini dei Paesi dell’UE”. Naturalmente, la promozione delle strutture d’eccellenza del nostro Paese sara’ garantita anche dal Punto di contatto nazionale, il quale diffondera’, nello specifico, informazioni pertinenti gli standard, le disposizioni sulla vigilanza e sulla valutazione dei prestatori di assistenza sanitaria ed informazioni su quali prestatori di assistenza sanitaria sono soggetti a tali standard, allo scopo di consentire ai pazienti di compiere una scelta informata.