Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani
Si è aperta a Milano la conferenza sulla Strategia Ue per la Regione Alpina (EusAlp). Un momento di incontro per condividere con stakeholder di diversi Paesi gli obiettivi della nascente macroregione, che metterà assieme i sette Stati che condividono la catena montuosa più importante del Vecchio continente (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera).
La Macroregione non vuole essere un carrozzone di euroburocrati, né una invenzione calata dall’alto destinata a fallire. Sono stati i politici e i cittadini della zona alpina a chiedere all’Europa che si definisse una strategia comune per l’area montana.
Il 19 e 20 dicembre dell’anno scorso il Consiglio europeo ha dato mandato alla Commissione di elaborare una strategia europea per la regione alpina. La Commissione ha lanciato a luglio una consultazione tra le parti interessate che si è conclusa il 15 ottobre 2014 e i cui risultati sono discussi oggi a Milano. Un momento per tirare le somme.
“E’ una grande sfida”, spiega ad Affaritaliani.it Roberto Maroni, governatore della Lombardia. “Se riusciremo a superare le rivalità tra regioni, allora avremo realizzato il nostro obiettivo e potremo crescere assieme. La volontà di lavorare uniti c’è ed è forte”. Secondo Maroni, che è anche coordinatore delle regioni italiane interessate al progetto (Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia), “è una strategia che ha dei pilastri ben definiti. Promuovere la crescita sostenibile e l’innovazione, offrire un sistema di trasporti efficiente e assicurare la sostnibilità delle Alpi. Su questi temi noi siamo costretti a confrontarci e a trovare una linea di azione comune. Sono certo che l’Euro-regione è la strada migliore per trovare soluzioni ai nostri problemi comuni”.
Sono appunto tre i pilastri, individuati dalle consultazioni pubbliche, su cui si basa la strategia alpina. Prima di tutto lo sviluppo delle montagne, che passa attraverso la crescita economica green e l’occupazione. In secondo luogo offrire ai cittadini un sistema di trasporti efficiente e infine proteggere le montagna, gestendo le risorse in maniera sostenibile.
La macroregione alpina non è la sola in Europa. L’Italia fa parte da quest’anno di quella Adriatica-Ionica, mentre più vecchie sono quella Baltica e quella Danubiana. Uno dei principi alla base delle macroregioni è che non vengano stanziate nuove risorse, ma i programmi vengono finanziati dai fondi già esistenti, utilizzandoli nella maniera più efficiente possibile.

