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Affari Europei
Martin Schulz, il libraio tedesco candidato alla Commissione

Di Lorena Cotza

Il suo mandato di presidente del Parlamento Europeo sta giungendo al termine, ma la sua missione di rilanciare il sogno europeo è appena agli inizi. Martin Schulz, politico tedesco socialdemocratico, è il “candidato comune” dei socialisti alle elezioni per la presidenza della Commissione Europea.

Convinto europeista, Schulz mira ad un Unione Europea in cui l’integrazione tra i diversi stati sia ancora più forte e in cui i cittadini abbiano una rappresentanza più diretta a Bruxelles.


Verso un’Europa più democratica

La campagna elettorale si aprirà ufficialmente il 1 marzo, quando Schulz verrà formalmente riconosciuto come candidato presidenziale dal congresso del PSE (Partito Socialista Europeo) che si terrà a Roma. Tra i temi chiave della sua campagna, vi sarà innanzitutto la disoccupazione giovanile  e la necessità di dare una risposta concreta ed immediata al problema.

In un’intervista con la BBC il novembre scorso, Schulz ha dichiarato che il suo obbiettivo è quello di ripristinare la fiducia dei cittadini – e l’entusiasmo – verso l’idea di Unione Europea. Nonostante il diffuso sentimento euroscettico e il drastico calo della partecipazione elettorale, Schulz ha sottolineato che l’Europa è sulla strada giusta verso un modello più democratico e partecipativo.

Per questo considera le elezioni a maggio un’occasione cruciale. Schulz ammette che solitamente le elezioni europee vengono viste come banco di prova per punire o premiare i governi nazionali, ma per la prima volta i cittadini avranno l’occasione di esprimere la loro preferenza sul futuro presidente. La decisione spetta ai capi di stato dei paesi membri, ma il Trattato di Lisbona sottolinea che si dovrebbe tenere in considerazione il risultato elettorale espresso dai cittadini.

“Quest’anno i cittadini sapranno che i loro voti saranno importanti – dice Schulz. - E che avranno un impatto sul risultato finale. Questo farà aumentare l’interesse verso le elezioni e la partecipazione. (…) Sarebbe un grave errore se il voto degli elettori fosse ignorato, bisogna dare agli elettori un’opportunità reale di decidere sul futuro dell’Europa”.

Tra le riforme per rendere l’Unione Europea più vicina alle esigenze e al volere dei cittadini, Schulz ha proposto di aumentare le responsabilità del Parlamento Europeo a livello esecutivo, di semplificare l’iter legislativo e assicurarsi che ogni misura presa a dalla Commissione sia “aperta a uno scrutinio e a un controllo democratico ad opera del parlamento”.

La carriera e le polemiche

Schulz, che per anni lavorò come libraio, iniziò a militare nel Partito Socialdemocratico tedesco sin da quando aveva 19 anni. Nel 1994 fu eletto deputato al Parlamento Europeo e alcuni anni dopo divenne capolista dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.

Il suo nome balzò alle cronache nel 2003, quando fu il protagonista di un acceso diverbio con Silvio Berlusconi, a quel tempo presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea. In seguito alle sue osservazioni sul conflitto d’interessi del premier italiano, Berlusconi lo apostrofò dicendo: “In un film sui campi di concentramento nazisti la suggerirò per il ruolo di kapo”. Ne nacque un grave caso diplomatico, a cui Berlusconi rispose commentando che la sua frase era ironica e non offensiva.

Quella con Berlusconi non fu l’unica bagarre. Famoso per il suo carattere polemico e le sue riposte pungenti, Schulz si è spesso scontrato con gli europarlamentari dell’estrema destra. Nel 2009, ad esempio, si oppose all’ipotesi di affidare al francese Le Pen il ruolo di guidare la seduta inaugurale dell’Europarlamento, ruolo che gli sarebbe spettato in quanto membro più anziano. In risposta, il deputato francese lo attaccò dicendo “Schulz, che è il Presidente del Gruppo Socialista all'Europarlamento, è un signore che ha la testa di Lenin e parla come Hitler”.

Schulz si è spesso opposto anche al premier britannico David Cameron, soprattutto riguardo alla sua ipotesi di smarcarsi dal controllo dell’UE e limitare l’arrivo di immigrati nel Regno Unito. Secondo il politico tedesco, infatti, non si può accettare l’idea di libero commercio e liberi scambi se si sacrifica la libertà di movimento delle persone all’interno dei confini europei.

L’ondata di euroscetticismo, la possibile uscita del Regno Unito dall’UE, la rivolta anti-austerity e contro la moneta unica: sono tante, e complesse, le sfide che Schulz dovrà superare se vorrà rilanciare il sogno europeo.

Tags:
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