Importante faccia a faccia tra Matteo Renzi e Angela Merkel a Berlino. La conferenza stampa finale è cominciata con circa 45 minuti di ritardo, fatto insolito per la cancelleria federale. Il tutto dopo la colazione di lavoro durante la quale stati serviti tonno marinato, merluzzo e ravioli, gnocchi di semolino e ciliegie al rum, innaffiati da vino tedesco.
La Cancelliera tedesca Angela Merkel haesordito augurando al Presidente del Consiglio Matteo Renzi ogni successo per le riforme e ha definito il jobs act “una riforma che si muove nella direzione giusta”. Per Angela Merkel, che si è detta “entusiasta” della visita di Renzi, l’agenda di riforme del premier italiano è “molto ambiziosa. Il successo di queste riforme sarà un contributo importante all’Europa e all’Italia”.
Per quanto riguarda l’emergenza migranti, la Cancelliera ha affermato che “va combattuta l’illegalità”, sottolineando i morti nel mar Egeo e la situazione in Libia. “L’appartenenza comune all’Unione europea unisce Italia e Germania”, secondo la Merkel. “Lo spirito europeo ci unisce”, ha detto all’inizio della conferenza stampa congiunta, iniziata con un’ora di ritardo, a cui i due leader si sono presentati sorridendo dopo l’incontro bilaterale.
“L’Italia non è più il problema dell’Europa”, ha invece detto Renzi “Vogliamo più Europa, una Europa più efficiente”, ha detto il premier. “C’è bisogno di una grande discussione sul sistema dei valori europei. Sul tema dell’emigrazione Germania e Italia stanno dalla stessa parte, ci vogliono regole chiare che vanno rispettate e verificate giorno dopo giorno”, ha poi detto Renzi. “Il nostro avversario è lo stesso, è il populismo”.
Dopo i due interventi è venuto il momento delle domande. Prima questione richiesta dai giornalisti quella sui migranti, tema molto caldo in Germania. “Vanno protette le frontiere esterne” della Ue e va “combattuta l’illegalità, ha detto la Cancelliera, che sottolinea la necessità “di attuare gli accordi con la Turchia”.
Subito dopo interviene sullo stesso tema anche Renzi, chiarendo che non c’è nessun problema da parte di Roma sul tema dei 3 miliardi da girare ad Ankara: “Conosciamo per mille motivi le difficoltà che derivano da un afflusso smodato di donne e uomini che vengono qui, non perché qualcuno li chiama, ma perché fuggono dalla morte, dalla fame e dalla guerra. Non abbiamo nessun problema né con la Turchia né con la Germania. L’Italia è disponibile a fare la sua parte, stiamo aspettando che le istituzioni europee ci diano alcune risposte sul modo di intendere questo contributo sull’emigrazione”.
“Se perdiamo Schengen, perdiamo l’Europa”, ha poi ammonito Renzi. “Noi facciamo parte di una coalizione, non so se di volonterosi o di obbligati, ma siamo stati in prima linea quando c’erano da raccogliere dei corpi in mare, quando c’era da salvare dei bambini in mare”. ha poi risposto il premier a chi gli chiedeva se fosse dispiaciuto di rimanere fuori da una eventuale ‘coalizione di volenterosi’ che includa Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Francia e Germania. Un progetto affiorato a dicembre, ispirato dagli olandesi e ufficializzato dal capo della cancelleria, Peter Altmaier, che aveva anche battezzato il gruppo ‘coalition of the willings’. In questi giorni a Berlino si torna prepotentemente a parlare di ‘coalizione dei volenterosi’, ai piani alti del governo.
Altro argomento spinoso quello della flessibilità. “Noi non stiamo chiedendo come Italia di cambiare delle regole, ma che le regole siano applicate senza equivoci”, ha detto Renzi rispondendo ad una domanda sulle divergenze tra Italia e Germania sul tema. “La flessibilità è una condizione necessaria dell’accordo che ha portato all’elezione di Juncker, io non ho cambiato idea sulla flessibilità, spero che non lo abbia fatto Juncker”, spiega Renzi.

