Un gruppo di eurodeputati provenienti da tutta Europa ha visitato la Sicilia per toccare con mano le condizioni in cui arrivano gli immigrati dal Nord Africa e vengono accolti. Per far fronte alla complicata gestione dei crescenti flussi migratori in Italia “le risorse finanziarie e logistiche messe a disposizione dall’Unione europea sono del tutto insufficienti”, afferma Jean Arthuis, co-presidente della delegazione del Parlamento europeo.
Arthuis, francese liberale, è membro della Commissione bilanci del Parlamento europeo. “La capacità dei centri di accoglienza in Italia e’ di 83.000 posti, e l’Italia spende oltre 1 miliardo di euro solo per prendersi cura di coloro che provano ad attraversare il Mediterraneo,” scrive Arthuis in un comunicato stampa. “Gli stati membri devono capire che i confini dell’Italia sono i confini Ue, e una migliore gestione dei flussi migratori e’ una responsabilita’ comune,” aggiunge Arthuis.
“In Europa, gli stati membri sono responsabili dei flussi migratori, perciò si interviene con progetti per dare aiuto ai Paesi che più di altri sono impegnati a ricevere flussi imponenti”, spiega Arthuis in visita al centro di Pozzallo. “L’Ue si è concentrata in particolare du Italia, Grecia, ma anche Spagna, Ungheria, Bulgaria. E poi ci programmi specifici con l’intervento delle agenzie, con Frontex per l’asilo politico e la sicurezza, Europol per la prevenzione contro terrorismo e criminalita’ ma sono consapevole che serve ulteriore impegno per affrontare un’accoglienza rispettosa dei diritti individuali e le spese sono superiori alle risorse destinate”.
Secondo l’eurodeputato “dobbiamo attuare una politica migratoria non di disprezzo ma di integrazione, mentre gli Stati europei invece vivono nel sospetto reciproco. Se vogliamo essere efficaci, per flusso e controllo ci vuole piu’ Europa. Dobbiamo cambiare il sistema di Dublino ed attuare un sistema Europa. Gli accordi bilaterali per i migranti economici ci sono ecco, dobbiamo farli valere per ridurre i flussi verso l’Europa”.
Intanto anche la Francia è alle prese con la crisi dei migranti. A Calais, sul lato francese del Canale della Manica, secondo la societa’ Eurotunnel, ogni notte a “centinaia” tentano incursioni contro le barriere e le strutture di sicurezza della galleria per cercare di salire illegalmente su uno dei treni diretti verso il Regno Unito.
“Ogni notte dobbiamo chiamare la polizia”, ha continuato la societa’, che ha definito l’attivita’ dei migranti “ben organizzata e pianificata”. Cosi’ le forze dell’ordine sono obbligate a intervenire sul perimetro dell’infrastruttura e a volte anche sui binari e sulle banchine della stazione, dove chi cerca di arrivare nel Regno Unito tenta persino di lanciarsi sui treni in corsa a 140 chilometri all’ora. Secondo le ultime stime, almeno 5mila immigrati irregolari al momento stazionano a Calais in accampamenti di fortuna o predisposti dalle organizzazioni umanitarie, con la speranza di entrare in Gran Bretagna di nascosto.
