Ridurre il flusso di rifugiati che entrano nel territorio comunitario dalla Grecia e dalla Turchia, altrimenti “si dovranno adottare piani di emergenza”. E’ l’avviso lanciato da Klaas Dijkhoff, ministro olandese dell’Interno, durante la riunione con i suoi omologhi europei. Il ministro ha annunciato, inoltre, che è stato fissato un vertice con la Turchia per il 7 marzo, quando si prevede un aumento del flusso di profughi. Sulla decisione dell’Ungheria di indire un referendum sulle quote Ue dei richiedenti asilo, Dijkhoff ha affermato che “tutti hanno il diritto di organizzare un referendum”, ricordando che anche l’Olanda, che questo semestre presiede il Consiglio dell’Unione Europea, ne organizzerà uno per tentare di bloccare l’accordo tra Ue e Ucraina per la creazione di una zona di libero scambio tra Ue e Kiev.
“Ha senso che i Paesi che devono far fronte a un flusso maggiore di profughi discutano tra loro per evitare che ognuno agisca in maniera diversa ed è positivo che si discuta con tutti attorno a un tavolo”, ha aggiunto il ministro a proposito della riunione organizzata mercoledi’ dall’Austria a Vienna sulla rotta dei Balcani. “Questi Paesi – ha aggiunto – non hanno annunciato nuove misure” ma si sono concentrati sull’alienare quelle già esistenti. La giornata di oggi comincia con una colazione di lavoro al Consiglio Europeo e metterà al centro della discussione il tema della rotta dei Balcani. All’incontro parteciperanno i ministri di Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia Macedonia e Grecia, la presidenza olandese di turno al Consiglio, la Commissione Europea e l’UNHCR. I ministri europei saranno informati su quanto emergerà durante la riunione, con la speranza di poter chiarire alcune questioni come le misure unilaterali annunciate da Austria e Macedonia.

