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Migranti, l’Ue accelera sulle relocation. All’Italia 500 milioni entro il 2020

La commissione europea chiede che le ricollocazioni di migranti richiedenti asilo, dall’Italia ad altri Paesi, acceleri. E mette sul tavolo 500 milioni

L’UE ACCELERA SULLA RELOCATION DEI MIGRANTI

La commissione europea chiede che le ricollocazioni di migranti richiedenti asilo, dall’Italia ad altri Paesi, acceleri fino a un ritmo di 1.500 trasferimenti al mese entro aprile. Lo ha detto il commissario europeo per gli affari interni, Dimitri Avramopoulos, durante la sua audizione in Parlamento. Finora sono stati ricollocati 2.735 richiedenti, di cui 764 solo a dicembre. Tra questi, non c’era nessun minore non accompagnato. Secondo Avramopoulos, è necessario incrementare di un migliaio di unità ogni mese, al fine di arrivare alla soglia obiettivo.I propositi europei, però, vengono bollati come “assolutamente insufficienti” da alcuni parlamentari.

CHIESTO UN RITMO PIU’ ALTO DI RELOCATION MIGRANTI ALL’ITALIA

“E’ impensabile che a fronte di oltre 150mila ingressi che ci sono stati in Italia fino a questo momento le ricollocazioni ammontino soltanto a poche centinaia – spiega il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd, parlando con i giornalisti -. C’è una sproporzione che non ci possiamo assolutamente permettere”. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, sottolinea unvece che “dobbiamo restaurare un senso di sicurezza interna ed esterna, così come il benessere socio-economico dei cittadini europei”. Per Tusk, c’è bisogno di “un rafforzamento definito delle frontiere esterne europee, una cooperazione migliore dei servizi responsabili di combattere il terrorismo e proteggere l’ordine all’interno dell’area di libera circolazione”.Tutto questo è ancor più necessario “dopo le preoccupanti dichirazioni della nuova amministrazione americana”, che “rendere il futuro altamente imprevedibile”, sottolinea il dirigente europeo in una lettera in preparazione alla prossima riunione che si terrà a Malta e che potrebbe tenere a battesimo un nuovo meccanismo di identificazione e smistamento dei richiedenti asilo. Il cambio a Washington, “pone l’Unione europea in una situazione difficile” perché “la nuova amministrazione sembra mettere in dubbio gli ultimi settant’anni di politica estera americana”.

AVRAMOPOULOS: “TURCHIA PAESE SICURO PER I MIGRANTI”

“Finora l’accordo con la Turchia è stato rispettato da Ankara. Oggi il numero degli arrivi è sceso a 50-60 persone al giorno”, sostiene poi Avramopoulos. Sulla critica mossa da alcuni deputati sul fatto che non sia giusto che l’Europa consideri la Turchia “un paese sicuro”, “per i profughi lo è- replica Avramopoulos- Tre milioni abitano nella parte meridionale, e dobbiamo riconoscere che le autorita’ turche offrono sostegno sul terreno. Le vite di quelle persone non sono in pericolo, finora. Poi quello che accade in Turchia e’ una sua questione interna” conclude il Commissario, in riferimento alle tensioni interne degli ultimi mesi.

DALL’UE 500 MILIONI ALL’ITALIA ENTRO IL 2020

“Encomiabile” e “ammirevole” il ruolo dell’Italia nella gestione della crisi migratoria, per questo la Commissione europea “ribadisce il suo sostegno nell’affrontare questa crisi”, dice ancora Avramopoulos che traccia rapidamente i contorni di tale fenomeno, “globalizzato e interconnesso”: “nel mondo 60milioni di persone sono costrette a spostarsi, molti fuggono da guerra e terrorismo, altri sono nati nei campi profughi. L’Europa è stata coinvolta da questo movimento di esseri umani: solo nel 2016 un milione e duecentomila persone hanno chiesto asilo. In Italia sono arrivate 181.436 persone via mare. Nonostante queste cifre senza precedenti- osserva il Commissario europeo- gli italiani si sono dimostrati all’altezza della crisi. Tuttavia, sono convinto che nessun paese dovrebbe essere lasciato solo. E’ necessaria una risposta europea”. Quindi elenca il sostegno fornito da Bruxelles all’Italia: “da quest’anno al 2020 l’Italia ricevera’ 500 milioni di euro. Altri 2,5 milioni di euro saranno destinati alla mediazione sociale e per l’assistenza ai minori non accompagnati. Nel 2016- prosegue- sono stati già erogati 40 milioni di euro, che portano a 63milioni l’ammontare dei fondi europei per la gestione della crisi dal 2015”.