Al Consiglio europeo di Bruxelles i capi di Stato e di governo europei stanno discutendo, tra le altre cose, di come contrastare la propaganda russa nell’est Europa. Una vera strategia quella del Cremlino, messa in campo da Putin per portare dalla sua parte non solo le minoranze russofone, ma anche per dividere l’opinione pubblica su ciò che sta accadendo in Ucraina.
E proprio in Ucraina un passaggio di proprietà nel campo dei media la dice lunga sull’influenza russa nel Paese. Un oligarca vicino a Mosca ha infatti acquistato il service ucraino di Euronews, la televisione satellitare che produce informazione in tutta Europa. Il governo di Kiev ha così deciso si revocare la licenza di trasmissione adducendo “problemi legali”.
Euronews, che riceve finanziamenti dall’Unione europea e da alcuni governi per il suo lavoro di informazione puntuale ed imparziale, ha emittenti in quasi tutti gli Stati dell’Unione e i servizi di un Paese vengono distribuiti negli altri.
A comprare il servizio il 13 marzo è stata la Inter Media Group, una società che fa a capo Dmytro Firtash, oligarca ucraino considerato vicino a Mosca. Nel febbraio 2013 lo stesso Firtash aveva acquistato la Inter Media Group, che ha in pancia otto emittenti televisive, per 2,5 miliardi di dollari da Valeriy Khoroshkovskiy, a capo dei servizi segreti di Viktor Yushchenko.
Il direttore generale del ministero delle telecomunicazioni ucraino aveva dichiarato che “il responsabile nel dare le notizie dall’Ucraina sarà il Firtash Group, che potrà così manipolare gli eventi, in Ucraina e all’estero”.
L’ex compagno di viaggio di Victor Yanukovich rimane uno degli attori principali del vecchio blocco di potere che non ha perso il vizio di mettere il suo zampino nella politica ucraina. Firtash sarebbe uno dei finanziatori del Partito radicale di Oleg Lyashko, uno dei cinque che sostengono il governo di Arseni Yatseniuk.
Sebbene dal 2014 il suo nome sia scomparso dalla lista dei miliardari di Forbes e il suo patrimonio si conti adesso solo in centinaia di milioni, la sua influenza nei meandri tra Kiev e Donetsk non è certo scomparsa. Ricercato dall’Fbi, è stato arrestato a Vienna nel marzo 2014 alla vigilia del referendum in Crimea, poi rilasciato su cauzione, e l’azione è stata interpretata come un avvertimento indiretto al Cremlino, al quale Firtash è sempre stato molto vicino.
Ancora oggi è considerato uno degli oligarchi più orientati verso la Russia, partendo dal fatto che il suo DF Group si occupa di gas e ha il suo baricentro nelle zone del sudest ucraino. Nonostante la sua vicinanza al regime di Yanukovich, per ora Firtash non ha dovuto subire grandi rappresaglie a livello politico e gli oligarchi passati dall’opposizione al governo hanno mantenuto un profilo non troppo belligerante, consentendo agli avversari di continuare senza troppi patemi il proprio business.

