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Obama più debole con Pechino. La Cina ora guarda all’Europa

Obama più debole con Pechino. La Cina ora guarda all’Europa
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Azzoppato, Obama rischia di perdere il confronto con la Cina. Intanto Pechino annuncia investimenti per 40 miliardi di dollari per creare una nuova ‘via della seta’ con l’Europa. Sullo sfondo il Ttip Usa-Ue. L’analisi

Lo aveva annunciato il premier cinese Li Keqiang in occasione del vertice Asem di metà ottobre a Milano, lo ripete ora il presidente Xi Jinping: bisogna costruire una nuova Via della Seta che metta in collegamento l’Oriente e l’Occidente, l’Europa e l’Asia. Xi Jinping ne ha parlato con i leader di Bangladesh, Cambogia, Laos, Mongolia, Myanmar, Pakistan e Tajikistan alla vigilia dei lavori dell’Apec.

La Cina è in prima fila nel progetto di connettere le due regioni attraverso infrastrutture tecnologiche. Pechino ha messo sul piatto 40 miliardi di dollari e ha chiesto agli altri paesi di fare altrettanto.

Secondo il presidente cinese bisogna “rompere il collo di bottiglia della connettività” in Asia e aprire agli imprenditori asiatici, ma non solo. Il nuovo progetto lanciato da Pechino si inserisce in una strategia di più ambio respiro nei rapporti di forza globali.

Dopo le elezioni di mid-term Barack Obama è indebolito non avendo il controllo del Congresso. Proprio nei prossimi giorni il presidente Usa volerà a Pechino per discutere con i vertici del partito comunista di governance economica, energia e di accordi commerciali. Pechino, la cui economia è in fase di sorpasso rispetto a quella americana, potrà trattare da un punto di forza su molti dossier.

Obama ha però dalla sua parte un asso nella manica. Tra Stati Uniti e Europa è a buon punto il Ttip, il trattato transatlantico sul commercio che promette non solo di rafforzare la interconnessione delle due economie dell’Atlantico, ma anche di riportare sulla scena mondiale Washington e Bruxelles come ‘decision makers’ degli standard commerciali mondiali.