Il principio lo ha spiegato molto bene il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis: “Le società devono pagare le imposte nel paese in cui sono generati i profitti e non devono poter evitare l’imposizione grazie ad aggressivi piani di ingegneria fiscale”. Con questo stella polare per orientarsi la Commissione presenterà mercoledì prossimo un pacchetto di riforme per arrivare ad avere un fisco più equo ed efficace.
Nel mirino finiscono così le grandi multinazionali che si spostano da un paese all’altro per beneficiare di ‘sconti’ sulle tasse da pagare. Il pacchetto sulla ‘trasparenza fiscale’ arriva non a caso dopo che lo scandalo LuxLeaks ha travolto centinaia di contribuenti che avevano stretto accordi di tax ruling per pagare meno imposte. Un danno per i contribuenti visto che gli accordi, sui quali ora sta indagando Bruxelles, hanno dirottato dalle casse del fisco miliardi di euro.
Nello specifico la Commissione chiederà a Consiglio e Parlamento Ue di approvare una direttiva sullo scambio automatico di informazioni sul tax ruling, in modo da mettere i governi nelle condizioni di sapere quali aziende hanno spostato capitali in Stati più ‘morbidi’ dal punto di vista fiscale.
Il pacchetto Ue arriva in un momento in cui la sensibilità europea su elusione ed evasione fiscale è notevolmente cambiata. Ne sono la prova gli accordi per la fine del segreto bancario firmati tra molti paesi europei e ‘paradisi’ come la Svizzera, il Lussemburgo e il Liechtestain.
Secondo quanto riferito da Pierre Moscovici si sta discutendo anche di una base imponibile consolidata e di una riforma dell’Iva, per ridurne il carico amministrativo. Esterna al pacchetto, ma comunque di grande rilievo è la tassa sulle transazioni finanziarie. Undici paesi, tra cui l’Italia, stanno procedendo verso una sua adozione attraverso una cooperazione rafforzata, che però lascia fuori paesi fondamentali come l’Inghilterra.
C’è poi il ‘Monti group‘, un team di lavoro guidato dall’ex premier italiano che ha lo scopo di rivoluzionare il sistema delle risorse proprie europee. L’obiettivo è quello di mettere Bruxelles nelle condizioni di finanziarsi in maniera autonoma attraverso, si pensa, una tassazione diretta, come l’iva o i dazi doganali.

