Si fa sempre più alta la tensione tra Polonia e Russia. Il governo di Varsavia ha deciso di installare sei torri di osservazione al confine con Kaliningrad, enclave russa sul Mar Baltico al confine con la Polonia. Le torri saranno attrezzate con un sistema di videosorveglianza e i dati verranno trasmessi costantemente alle divisioni regionali della Guardia di frontiera.
L’intenzione è quella di controllare la frontiera con la Russia dopo negli scorsi giorni è venuta all’orecchio di Varsavia una voce inquietante. Secondo alcuni rapporti dei servizi polacchi, infatti, la Russia avrebbe spostato missili Iskander a corto raggio nelle basi militari vicine a Kaliningrad. Le torri, che dovrebbero entrare in funzione dal prossimo giugno costeranno circa due milioni e mezzo di euro, coperti al 75% da fondi dell’Unione Europea.
Si tratta solo dell’ultimo capitolo di una vera e propria escalation nei cattivi rapporti tra Polonia e Russia. Nello scorso novembre Mosca ha espulso diversi diplomatici polacchi in risposta a una identica misura del governo di Varsavia adottata dopo uno scandalo di spionaggio che a ottobre aveva portato all’arresto di un ufficiale dell’esercito polacco accusato di spiare per conto della Russia e di un’altra persona con doppia nazionalità polacca e russa. Le vecchie ferite storiche fanno fatica a rimarginarsi e, anzi, il rischio è che se ne possano aprire di nuove.

