Il governo del Portogallo ha approvato la privatizzazione del 100 per cento del capitale sociale delle due società statali di trasporto e manutenzione di materiale rotabile, CP Carga e EMEF. Secondo quanto riporta la stampa portoghese, lo scopo del governo del primo ministro Coelho è quello di migliorare la competitività, la crescita e l’efficienza delle società, a beneficio del settore ferroviario e dell’economia nazionale in generale.
La strategia delle privatizzazioni è partita in Portogallo già da qualche tempo, pensata come un modo per uscire dal piano di salvataggio e dagli aiuti di Fmi e Unione Europea. Una missione riuscita a caro prezzo, visto che sono state privatizzate anche imprese in attivo. Lisbona ha fatto cassa vendendo i propri asset per un totale di circa 11 miliardi di euro. Si è cominciato con il Servizio Postale, poi è stata la volta delle maggiori società energetiche nazionali, le cui quote sono state in larga parte acquisite da gruppi cinesi. Ora tocca ai trasporti.
Una strategia dolorosa quella portoghese ma che ha anche portato dei frutti, come dimostrano gli ultimi numeri. Recentemente la Bce anche per quest’anno ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil portoghese: ci si aspetta una crescita dell’1,7%, anche se alcuni hanno addirittura ipotizzato un 2%. Significativi i dati sul deficit: nel 2011 il Portogallo si presentava con un deficit vicino all’11%, mentre l’anno scorso era al 3,7%. Nel frattempo il peso dell’export sul Pil è passato dal 28% al 42%. Segnali di un Paese che si sta riprendendo e che sta operando una profonda mutazione nella struttura del proprio sistema economico, utile per agganciare finalmente la ripresa.
