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Renzi: “Ue, finalmente c’è flessibilità. Ma manca una vera strategia”

Matteo Renzi tira le fila a conclusione dello “Stato dell’Unione” di Firenze: “Finalmente in Ue c’è anche flessibilità e non solo rigore. Ma l’Europa è come un bravo studente che non si applica. Bisogna fare di più. L’Italia? Non siamo più il malato del continente”

“Finalmente adesso l’Europa comincia ad accettare la flessibilità oltre al rigore“. Lo sostiene Matteo Renzi allo “Stato dell’Unione” di Firenze. “Il grande sogno dell’unificazione è la piu grande scommessa mai fatta da una generazione” Ma il premier non risparmia critiche all’Ue, definita “uno studente bravo che però non si applica”.

Renzi ha ricordato come 15 anni fa a Lisbona “l’Europa definiva se stessa come un continente che nel 2020 sarebbe dovuto essere più innovativo e competitivo. In realtà il nostro è il continente che cresce meno di tutti, basti vedere la disoccupazione giovanile e il Pil”. Ecco perché secondo Renzi “l’Europa di oggi è un alunno dotato di grande talento ma che non applica tutto quello che può. Abbiamo bisogno di un’Europa più forte e più innovativa. Non possiamo permetterci la nostalgia e il rincorrere solo le emergenze”.

Non solo. Secondo Renzi l’Europa dà l’impressione di “essere un continente che reagisce più o meno bene alle emergenze ma non ha una strategia. La politica – ha sottolineato Renzi – inseguirà sempre le emergenze se non avrà la possibilità di respirare a pieni polmoni”. Per Renzi quindi l’Europa “può e deve fare di più”.

Il premier rivendica poi i risultati raggiunti dall’Italia: “Non siamo più il malato d’Europa, dobbiamo tornare a fare quello che abbiamo sempre fatto: animare con la cultura, la fantasia. Le cose che abbiamo fatto in questo anno hanno riportato l’Italia protagonista dell’Europa: adesso c’è bisogno che l’Europa torni protagonista del mondo”.