Thom Yorke e compagni hanno annunciato il ritorno dal vivo per il 2027, ma per i fan italiani arriva subito la doccia fredda: il calendario comprende soltanto Australia e Giappone. E, almeno per ora, non sembra destinato ad allargarsi.
I Radiohead tornano in tour nel 2027, ma l’Italia resta fuori dalla porta. La band guidata da Thom Yorke ha programmato 21 concerti, concentrati esclusivamente tra Australia e Giappone, disegnando così una tournée molto selettiva e lontana dall’idea dei grandi tour mondiali da cinquanta o cento date.
Per i fan italiani, dunque, niente bis dopo il ritorno del 2025, quando il gruppo era riapparso dal vivo dopo sette anni di assenza con quattro concerti all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, vicino Bologna. Nel 2026, invece, nessuna esibizione.
Una ventina di concerti all’anno, senza esagerare
La scelta non arriva del tutto inattesa. Già nei mesi scorsi il chitarrista Ed O’Brien aveva anticipato una strategia precisa: visitare un continente diverso ogni anno e mantenere il numero degli show intorno alla ventina.
Una filosofia quasi controcorrente nell’epoca dei tour interminabili. O’Brien aveva spiegato che il repertorio dei Radiohead richiede un impegno fisico ed emotivo notevole e che, dopo i concerti del 2025, la sensazione dominante era stata quella di un forte esaurimento di energie. Tradotto: meglio pochi show, ma intensi, piuttosto che trasformare il palco in una catena di montaggio.
E il nuovo disco continua a non arrivare
Resta aperta anche la questione più delicata: nuova musica all’orizzonte non ce n’è, almeno ufficialmente. L’ultimo album in studio, A Moon Shaped Pool, risale addirittura al maggio 2016.
Il ritorno dal vivo, dunque, per ora vive soprattutto di memoria, repertorio e di quella capacità dei Radiohead di trasformare ogni concerto in un evento. Per l’Italia, però, il 2027 rischia di essere un anno da spettatori a distanza. A meno di sorprese dell’ultima ora, per vedere Yorke e soci toccherà prendere un aereo. E neppure particolarmente corto.


