Affaritaliani.it pubblica il testo integrale di un report (‘L’EUROPA NELLA PERCEZIONE DEGLI ITALIANI – IL RUOLO DEL PD’, realizzato da ‘Deligo, Servizi e Strategie per la Comunicazione’) interno al Pd e che sta preoccupando il partito in vista delle Europee e in particolare la componente cattolica dell’ex ministro Fioroni. Dall’analisi emerge che ben l’81,5% ignora chi sia il candidato socialista alla guida della Commissione Ue. Il nome di Martin Schulz potrebbe far scattare in una parte dei potenziali elettori del Pd la preoccupazione che esso possa rafforzare lo strapotere in Europa della Germania.
CLICCA QUI PER LEGGERE IL REPORT INTEGRALE (pdf)
LE CONCLUSIONI DEL REPORT
L’analisi dei risultati del sondaggio permette di registrare quali siano, in generale, le tensioni tra politica e società nel nostro Paese ed evidenzia alcuni aspetti della strategia europeista del maggiore partito di governo, il Pd, in relazione al suo collocamento nel quadro politico continentale.
Dai dati emerge come il semestre di presidenza italiana sfugga alla percezione di tanti connazionali. È una percentuale alta, 40,2, che fa riflettere sulla capacità di trasferire alla pubblica opinione il discorso sulle responsabilità dell’Italia all’interno dell’Unione europea. L’impegno che ci attende, ritenuto fondamentale per il rilancio dell’immagine e della credibilità del Paese, è ignorato da ampie fasce di popolazione.
Solo la metà degli intervistati si raccoglie in un giudizio che indica fiducia, ancorché legata in gran parte alla speranza di profondi cambiamenti, sulla funzione dell’Europa. Una percentuale assai prossima al quarantacinque per cento preferisce pensare che un atteggiamento “non impegnativo” nel campo della difesa militare sia per vari aspetti preferibile.
Meno sorprendente, visti gli esiti delle consultazioni negli ultimi anni, appare il dato sulla possibile partecipazione elettorale. Per quanto le risposte siano ancora svincolate dalle concrete sollecitazioni di una campagna elettorale, i numeri evidenziano la freddezza o la riluttanza di un cospicuo segmento di popolazione verso l’appuntamento con le urne.
La previsione di astensionismo si attesta al 32,5 e non è da escludersi l’ipotesi di una sua ulteriore crescita.
Il governo si è insediato da poco. Le misure economiche prese nelle ultime ore sono destinate a incidere sul giudizio del corpo elettorale, soprattutto per i benefici che se ne potranno ricavare. La rilevazione, svolta nei giorni precedenti al varo del pacchetto economico di Palazzo Chigi, prescinde da queste novità. In ogni caso, è presumibile che l’effetto Renzi, esploso con il cambio al vertice del governo, abbia abbondantemente pesato sulla risposte degli intervistati.
Il consenso attribuibile al Pd oscilla tra il 25 e il 37 per cento, a seconda che si consideri l’area degli elettori sicuri o quella inclusiva di tutti gli elettori disponibili. Si tratta di un margine ampio, in linea con altre analoghe verifiche, che di regola serve a inquadrare le potenzialità di espansione di una forza politica nel corso di una competizione elettorale. In questo sondaggio si è preferito mettere da parte la stima di voto finale.
Alcune domande hanno interessato la scelta di Renzi di aderire al Partito socialista europeo. A riguardo il 31,3% circa degli intervistati esprime, a fronte per altro di un 53,5% che non risponde, pieno apprezzamento per la scelta del Pd. L’area dei contrari all’adesione del Pd al Pse trova comunque riscontro in un significativo 20,4% tra gli intervistati che dichiarano di votare con certezza il Pd. Ciò significa che un quinto degli elettori fedeli non si riconosce nella scelta adottata dal Pd.
L’81,5 per cento ignora chi sia il candidato socialista alla guida della Commissione Europea. Mentre, una volta comunicato il nome all’intervistato, sul candidato socialdemocratico tedesco Martin Schultz si registra un’adesione circoscritta al 38,9% di elettori genericamente di area Pd.
Non è escluso che la candidatura di un leader tedesco, quale che sia la sua collocazione politica a livello nazionale, possa far scattare in una parte dei potenziali elettori del Pd la preoccupazione che esso possa rafforzare lo strapotere in Europa della Germania.
Sulla questione dell’adesione al Pse e della candidatura Schultz l’elettorato fedele del Partito Democratico esprime una posizione meno netta di quella espressa dalla Direzione nazionale del partito.

