Domenica 2 novembre il popolo romeno si recherà alle urne per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Fino ad oggi la scena politica è stata dominata da Traian Basescu, il lader conservatore che dal 2004 guida il Paese. I candidati a succedergli sono Victor Ponta (Partito Social Democratico – PSD), Klaus Johannis (Alleanza Cristiana Liberale – ACL), Calin Popescu Tariceanu (Partito Liberale Riformista), Elena Udrea (Partito Movimento Popolare), Hunor Kelemen (Unione Democratica Magiara di Romania), Dan Diaconescu (Partito del Popolo), Monica Macovei e Cristian Diaconescu (indipendenti).
Nonostante la crisi e le politiche del rigore, il Pil della Romania è cresciuto anche in questi anni di crisi migliorando le condizioni di vita della popolazione. La corruzione è però una paiga (secondo Transparency International, la Romania è al terzo posto per corruzione tra i Paesi UE) e la cattiva amministrazione ha affossato la speranza di cambiamento in molti cittadini.
In un Paese in cui l’affluenza alle urne non arriva al 30 per cento, a lanciare un appello al voto è l’associazione Europei per l’Italia, movimento culturale con una forte componente romena. “Il nostro Movimento chiede ai tanti romeni della diaspora di recarsi alle urne per il bene del Paese e del suo futuro europeo. Allo stesso tempo, ai prossimi governanti chiediamo un impegno concreto per rendere effettivo il voto dei rumeni della diaspora”, si legge in un comunicato. “Il suggerimento che proponiamo è semplice e concreto . Si tratta di usare lo stesso metodo usato per le elezioni presidenziali francesi per i propri concittadini residenti all’estero, vale a dire il voto via internet attraverso gli stessi criteri di sicurezza adottati dai nostri cugini francesi”.

