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Il Lazio prova a ritagliarsi un posto nello Spazio: nasce un nuovo distretto che mette insieme imprese, ricerca e sicurezza

Oltre 360 imprese e più di 23mila addetti fanno già parte di una filiera che vale oltre 5 miliardi di euro: ora la Regione punta a collegare industria, ricerca e investimenti in vista della nuova partita europea

Il Lazio prova a ritagliarsi un posto nello Spazio: nasce un nuovo distretto che mette insieme imprese, ricerca e sicurezza

Lo spazio, ormai, non è più soltanto una questione di satelliti, missioni e razzi che partono da una base di lancio. È diventato infrastruttura, dati, sicurezza, comunicazioni, ricerca, armi e perfino industria. Proprio per questo, il Lazio sembra aver deciso di prendere parte alla corsa, mettendo insieme realtà già esistenti sul territorio che fino ad ora, però, erano rimaste separate: grandi aziende e piccole imprese, università e centri di ricerca, tecnologie civili e applicazioni legate alla sicurezza e alla difesa. La direzione è stata indicata agli Stati generali della Space Economy, tenutisi alla Casa dell’Aviatore di Roma, dove la Regione ha annunciato per novembre la nascita del nuovo “Distretto industriale e tecnologico dell’Aerospazio, della Sicurezza e della Difesa”, che dovrebbe diventare una struttura stabile per collegare attività aziendali, ricerca, competenze e capitali. Si tratta, dunque, dell’evoluzione del percorso precedentemente avviato con il Distretto Tecnologico Aerospaziale del Lazio, operativo dal 2004.

Una filiera che nel Lazio vale già 5 miliardi

I numeri presentati per l’occasione dalla Regione raccontano infatti una filiera ben avviata, che conta oltre 360 imprese, più di 23mila addetti e un fatturato complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. Al suo interno rientrano comparti diversi, ma sempre più intrecciati quando si parla di innovazione avanzata e di quelle applicazioni che possono avere un utilizzo sia civile sia strategico. Il punto, adesso, è provare a far funzionare questa rete come un unico sistema, creando un collegamento più stabile tra chi sviluppa tecnologie, chi le finanzia, chi le produce e chi può far in modo che funzionino concretamente. Una logica, quest’ultima, che riguarda anche la dimensione europea. 

Il Lazio prova a ritagliarsi un posto nello Spazio: nasce un nuovo distretto che mette insieme imprese, ricerca e sicurezza
Dietro a satelliti, dati e tecnologie, ci sono ormai intere filiere industriali, centri di ricerca e competenze che incidono sulla vita quotidiana: è su questo terreno che il Lazio sta provando a costruire il proprio spazio nell’ambito della nuova economia aerospaziale

A tal proposito, la Regione sarebbe proiettata alla programmazione che partirà dal 2028 e che, secondo quanto riferito dalla vicepresidente Roberta Angelilli, dovrebbe mettere a disposizione oltre 130 miliardi di euro per spazio, sicurezza e difesa. L’idea sarebbe arrivare a quella fase con una filiera già organizzata, anziché cercare di costruirla quando i finanziamenti saranno pronti. Del resto, lo spazio sta diventando sempre più una parte della vita quotidiana e dell’economia. Dai satelliti dipendono dopotutto le comunicazioni, la navigazione, l’osservazione della Terra e una quantità crescente di risorse utilizzate per numerose attività sulla superficie terrestre. Al tempo stesso, la sicurezza delle infrastrutture spaziali e l’uso dei dati satellitari sono entrati con maggiore forza nelle strategie degli Stati e inevitabilmente cresce la necessità per ciascun Paese di produrre le tecnologie necessarie invece di doverle acquistare altrove.

Ora servono investimenti per trasformare la filiera in sistema 

Un’esigenza alla quale il Lazio prova a rispondere con degli investimenti che possano aiutare a far sì che tutto ciò possa concretizzarsi. Il primo appuntamento è fissato al 9 ottobre, giorno in cui sarà presentato il nuovo bando “Filiere Tecnologiche”, con una dotazione di 55 milioni di euro. La misura punta a sostenere il suddetto sviluppo e, soprattutto, le partnership tra PMI, grandi imprese, startup, università e centri di ricerca. A questo si aggiunge “STEP-FRI”, realizzato con la collaborazione di Cassa Depositi e Prestiti, per il quale la Regione indica una disponibilità attuale di 60 milioni di euro per le imprese, arrivando ad un totale di 115 milioni di euro.

Un altro importante tassello di questa imponente strategia è la realizzazione del “Rome Technopole”, per il quale era stati previsti ulteriori 15 milioni di euro lo scorso luglio. L’iniziativa coinvolge sette università, quattro enti di ricerca e oltre 20 gruppi industriali e imprenditoriali, nonché un ambito dedicato all’aerospazio. Le attività del polo entreranno nella nuova fase prevista dalla Regione nei primi mesi del 2027, con l’obiettivo di mettere a disposizione della catena produttiva un’infrastruttura in cui dialogo e operatività siano al centro, senza contare che già a maggio la Giunta regionale aveva approvato lo schema di un “Accordo Quadro con l’Agenzia Spaziale Italiana”, per la realizzazione congiunta di programmi, attività e iniziative nel campo spaziale e aerospaziale.

Insomma, è evidente come lo spazio sia divenuto un terreno strategico decisivo, nel quale anche il Lazio prova a ritagliarsi un posto in prima linea.