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Salini: “Sì ad un riavvicinamento con FI. Lupi leader del Centrodestra”

“Sul lungo periodo ci sarà un riavvicinamento tra il Nuovo Centrodestra e Forza Italia. Ma dobbiamo superare le logiche del leader solo al comando”. Massimiliano Salini, presidente della provincia di Cremona e neo-eletto eurodeputato tra le fila di Ncd, con una intervista ad Affaritaliani.it lancia Maurizio Lupi come leader del Centrodestra: “Ha l’appoggio popolare”. E su Toti: “Serve una persona che dia risposte ai cittadini”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Presidente Salini, una volta che Lupi avrà ufficialmente rinunciato al suo posto a Strasburgo, lei sarà nominato deputato europeo. Come valuta il risultato del Nuovo Centrodestra al suo primo test elettorale?
“Siamo soddisfatti, è il risultato che ci aspettavamo. Con molto realismo riconosciamo però che c’è ancora molto lavoro da fare per far passare il nostro messaggio. Siamo solo all’inizio e ci sono ampi margini di crescita”.

Dopo questo successo elettorale il Nuovo Centrodestra si riavvicinerà a Forza Italia?
“E’ la prospettiva che ci poniamo, ma sul ungo periodo. C’è un sacrificio da fare però: bisogna uscire dalla visione iper-leaderistica che ha imperato fino ad oggi. I tempi dei massaggi del grande capo sono passati. Ora ci vogliono squadre di persone competenti e programmi chiari”.

Luigi Amicone, uno degli ‘ideologhi’ di Comunione e Liberazione, ha lanciato in una intervista ad Affaritaliani.it Maurizio Lupi come possibile leader di un Centrodestra post-berlusconiano. Che cosa ne pensa?
“Lupi si è impegnato moltissimo in queste elezioni battendo il territorio e incontrando la gente. Ha davvero messo la faccia nel rilancio della nostra proposta politica. La sensazione è che con questo metodo lui possa farsi carico di un rilancio su base popolare del messaggio del Nuovo Centrodestra”.

Serve un riassetto dei vertici del partito?
“Mi sembra prematuro parlarne”.

Guardando alle preferenze, Lupi ha preso 46mila voti, Toti quasi 150mila. Non è lui il candidato ‘investito’ dal popolo come leader del Centrodestra?
“Chiunque si pone il problema di individuare ora il nuovo leader del Centrodestra fa il passo più lungo della gamba. Le persone non ci chiedono chi sarà il nuovo leader, ma chi darà risposte all’esigenza di lavoro e di crescita”.

Il presidente dell’Udc, Gianpiero D’Alia, ha detto che è solo grazie a loro se Ncd ha superato la soglia di sbarramento del 4%. Quali sono i rapporti con il partito di Casini?
“Io trascuro questo tipo di ragionamenti. Per ogni persona che fa queste affermazioni ce ne sono altrettante che dicono che Ncd avrebbe potuto prendere più voti se avesse corso da solo, perché molti non lo hanno votato a causa dell’alleanza con l’Udc. Abbiamo fatto una campagna insieme e la prospettiva è che non si debba più parlare di Udc e Ncd. La priorità è l’unità del Centrodestra”.

Visto il risultato vostro e di FI, ormai terzo partito, in Parlamento si potrà andare avanti con le riforme?
“Io non so che fine farà la riforma elettorale o del Senato. Credo che andranno avanti con qualche aggiustamento. Quello che mi interessa è che non si fermi la riforma del lavoro, che è il tema più caro agli italiani. Basta con la concertazione tra organizzazioni sindacali, Confindustria e qualche politico. Si entri in una logica moderna più improntata alla individuazione di forme contrattuali capaci di far ripartire l’occupazione e meno rigidamente legate a storiche rivendicazioni che si sono rivelate anacronistiche”.

C’è il rischio di andare ad elezioni anticipate?
“Non credo che Renzi alzerà i toni dopo questo risultato. Io escludo elezioni anticipate, per il semplice motivo che gli italiani che lo hanno votato non vogliono tornare alle urne, vogliono che si governi e si governi bene, dando risposte ai problemi dei cittaidni”.