Di Tommaso Cinquemani
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Onorevole Sassoli, perché La Le Pen ha avuto questo successo strepitoso in Francia?
“In Europa c’è un vento populista, xenofobo e anti europeo. Nelle difficoltà di un paese come la Francia la proposta del Front National trova radici e cresce. Ma non è la soluzione ai problemi della Francia. Rafforzare i populismi significa indebolire il progetto europeo, e i nostri Paesi non possono uscire dalla crisi riproponendo ricette nazionalistiche e autarchiche come quelle della Le Pen”.
Il Pd, il maggior partito della sinistra italiana, come può rispondere a questo movimento populista?
“Noi dobbiamo rafforzare la prospettiva europea, ma con una Europa che cambi passo. Una Europa che riesca ad essere più unita e meno ingiusta, che non si accontenti di vincoli di bilancio, che riproponga la visione di un continente che compete sulla scena globale. Ogni ritorno indietro farebbe esplodere il nostro Paese e gli altri”.
Uscire dall’euro, come alcuni propongono, sarebbe un errore?
“Sarebbe un disastro per le nostre famiglie e per le imprese. Chiunque ha un mutuo sa quando pagherebbe in più se si uscisse dall’euro. Ci sarebbe un forte impoverimento collettivo”.
Renzi settimana scorsa era a Bruxelles e ha incontrato la Merkel. Per arginare questa onda euroscettica non sarebbe utile da parte della Germania mostrare un lato meno rigido, una Europa diversa, più attenta agli ultimi?
“Certo, questa è la battaglia politica che dobbiamo giocare. E’ chiaro che abbiamo bisogno di una Germania che sia più solidale e di una Italia che faccia i passi necessari per riagganciare la crescita”.
La Merkel non sembra essere disponibile ad abbandonare l’austerity…
“Non facciamo della vicenda del 3% la bibbia. Noi dobbiamo cambiare le regole, ma non possiamo pensare che sforzando il 3% possiamo risolvere i nostri problemi. Dobbiamo tornare a correre attraverso le riforme”.
Alle prossime Europee c’è da aspettarsi un exploit del Movimento 5 Stelle, il Front National italiano?
“Alle prossime elezioni sarà il Pd ad avere un’ottima performance. I giovani, le imprese e le famiglie sanno che abbandonare l’Europa vuol dire impoverirsi. Populisti, xenofobi, euroscettici, speculatori, euroburocrati sono gli avversari da abbattere alle prossime elezioni. Mi ha molto colpito che Maroni, commentando le elezioni in Francia, si è autodefinito populista: non hanno neanche il pudore di fare attenzione a come definirsi”.
La scelta di Vendola di sostenere Tsipras rischia di indebolire il fronte della sinistra a vantaggio dei populismi?
“Certo, se vogliamo avere un’Europa più democratica bisogna che ci siano forti partiti europei. Noi andremo alle elezioni con la candidatura alla Commissione di Martin Schulz non solo per governare l’Europa, ma anche per costruire un fronte progressista alternativo alle politiche di austerità”.
