“Noi spagnoli siamo europei, per cultura, geografia, storia e concezione politica: l’Europa è il luogo dove stiamo oggi, dove meritavamo di essere e dove rimarremo per sempre. Potrete sempre contare in una Spagna, solidale, aperta, europea e unita”. E’ il passaggio centrale del primo intervento di Felipe, Re di Spagna, davanti al Parlamento europeo. Un discorso applaudito in cui il sovrano ha ribadito l’attaccamento del suo Paese ai valori che ancora danno forza al progetto europeo.
Il sovrano spagnolo prova così ad allontanare le mire indipendentiste della Catalogna, che si sono fatte sempre più forti dopo la vittoria dei separatisti di Artur Mas alle elezioni regionali della scorsa settimana. “Siamo convinti che la zona euro si configuri sempre più come il nucleo di integrazione che ci dovrà condurre a una maggiore unione politica”, ha detto anche il re spagnolo al Parlamento europeo, sottolineando che “per la Spagna, la moneta unica è un risultato irreversibile”.
A proposito dell’emergenza migranti, Filippo VI dichiare che l’Europa “non può abbandonare” i rifugiati che attraversano le sue frontiere, in fuga “dalla violenza e dal fanatismo”. “Si tratta di centinaia di migliaia di rifugiati pieni di speranza, che vedono nell’Unione Europea un territorio di pace, di prosperità e di giustizia: non possiamo deluderli” ha ribadito Felipe, che ha incitato l’Europa a rispondere con “generosità, solidarietà e responsabilità”. Il monarca spagnolo ha auspicato tuttavia un “approccio globale” che affronti “le cause dell’esodo delle persone costrette ad abbandonare il proprio Paese”, in particolare attraverso la creazione di “strumenti di cooperazione con i Paesi vicini per evitare gli spostamenti di massa, la violenza e l’insicurezza”.

