Il Partito Popolare spagnolo di Mariano Rajoy è dato in testa ai sondaggi per le elezioni legislative di domenica, ma il timido vantaggio non sembra garantirgli la maggioranza assoluta, e dunque probabilmente dopo il voto i Popolari spagnoli saranno costretti a ceracre alleanze. Il prossimo voto si preannuncia come tra i piu’ combattuti della storia spagnola moderna, perche’ la rabbia popolare per gli scandali e la corruzione e la lunga crisi economica hanno alimentato l’ascesa di due nuove formazione politiche, che minacciano il tradizionale bipartitismo Popolari/Socialisti.
Gli cinque sondaggi pubblicati prima dello shotdown elettorale danno il Partito Popolare del premier Mariano Rajoy tra il 25,3 e il 29,9%, ben al di sotto di quel 45% di consenso che ottenne alle ultime elezioni, nel novembre 2011; un consenso che gli assegnerebbe tra i 105 e i 128 seggi dei 350 membri del Parlamento, lontano dai 176 necessari per la maggioranza assoluta (attualmente i Popolari hanno 186 deputati).
I sondaggi assegnano ai socialisti tra il 18,9 e il 22% cento, seguiti da vicino dai due partiti di protesta in crescita, il centrista Ciudadanos, che potrebbe fare da ago della bilancia del dopo-voto, e Podemos, estrema-sinistra. Ciudadanos, guidato dal 36enne avvocato Albert Rivera, viene valutato tra il 18,1 e il 19,6%; mentre Podemos, molto vicino a Syriza, capitanato dal politologo Pablo Iglesias, e’ accreditato tra il 17 e il 19,1%. Intanto il capo del governo uscente stasera affrontera’ il leader dell’opposizione nell’unico dei dibattiti elettorali a cui ha accettato di partecipare. Il 60enne Rajoy, che vede a rischio la sua rielezione in un contesto politico molto diverso da quello del 2011, dopo quattro anni di draconiana politica di austerita’, non ha voluto confrontarsi con i leader delle due formazioni nuove, Rivera ed Iglesias; ed ha accettato solo il tradizionale ‘faccia-a-faccia’ televisivo con il capo dell’opposizione.

