“Sono stato accusato di aver distrutto un paio di governi, ma in entrambi i casi siamo intervenuti a posteriori. Per questo oggi a chi mi chiede una valutazione sul governi Renzi rispondo di rifarmi la domanda tra sette-otto mesi”: cosi’ Giorgio Squinzi, presidente della Confindustria, ha risposto oggi nel corso di un incontro ristretto con la comunita’ del business a Milano organizzato dall’American Chamber of commerce. “Avevo detto a Renzi che secondo me questa smania di ridurre il numero dei ministeri rischiava di lasciare dei buchi”, ha aggiunto, in risposta a un’altra domanda, “per esempio la delega per i rapporti con l’Unione europea, che io considero essenziale. Mi ha risposto che la terra’ personalmente. Anch’io in effetti, in Confindustria, l’ho tenuta per me. Ma credo di aver maturato negli anni passati l’esperienza necessaria, quando presiedevo l’associazione europea delle industrie chimiche. Renzi non so”.
“Nel job-act di Renzi troviamo qualche concetto che sembra interessante”, ha detto poi Giorgio Squinzi, parlando delle riforme da fare in Italia per recuperare competitivita’, “ma per ora stiamo vedendo soltanto i titoli: vedremo poi i contenuti effettivi”. Sempre in materia di riforme finalizzate alla competitivita’, Squinzi ha puntato l’indice contro la burocratizzazione eccessiva e in generale l’inefficienza del sistema giuridico-politico-istituzionale: “Se non lo riformiamo seriamente, non riusciremo a risalire la china e a tornare attraenti come Paese per i capitali stranieri. Nel mio programma del 2012 ho messo la semplificazione amministrativa e burocratica al centro del mio programma, ora leggo con soddisfazione che anche Renzi ha indicato la battaglia contro la brucrazia come la madre di tutte le battaglie. Pensiamo alla delega fiscale o alla riforma del titolo V della Costituzione: per ora tutto questo sembra essere nel programma del nuovo premier”.
Squinzi si e’ poi schierato nettamente a favore del “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, l’accordo di libero scambio in corso di negoziazione da vari mesi. “E’ un accordo che porterebbe grandi vantaggi ad entrambe le aree, ricollocandole al centro della crescita mondiale”, ha detto Squinzi. “E’ un accordo che soltanto con le standardizzazioni tecnologiche si calcola valga 100 miliardi di dollari. Naturalmente occorrono scelte politiche reciproche che rinsaldino i legami tra le due aree. Per noi di Confindustria e’ importante che le prossime elezioni europee come quelle di mid-term negli Usa non interferiscano nel processo, e che anzi la prossima visita del presidente Obama in Europa possa accelerarlo. La business community e’ compatta nel sostenerlo, il nostro impegno per sostenere quest’obiettivo storico sara’ massimo e faremo alta la nostra voce”.

